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giovedì 5 marzo 2026

LA BOLLETTA DI HORMUZ

CORSIVO


 Dalla cucina di una famiglia siciliana alla geopolitica del petrolio: quando il Medio Oriente arriva direttamente nella pentola.

Immaginate una famiglia siciliana qualunque: sera, cucina accesa, il sugo che borbotta. Un gesto domestico elementare: girare la manopola del gas. Solo che oggi quella fiamma azzurra compie un viaggio assai più lungo di quanto sembri. Prima di arrivare sotto la pentola passa idealmente dallo Stretto di Hormuz, stretto davvero solo di nome: da lì transita una fetta decisiva dell’energia mondiale. Così accade che, quando la geopolitica starnutisce, la cucina italiana prenda l’influenza.

Dal 2021 i rincari energetici hanno fatto lievitare tutto: bollette, carburanti, trasporti, pane, pasta, perfino il pesce del mercato. Per una famiglia media siciliana significa circa 2.000 euro l’anno in più. 
Non è solo il gas: è il forno che paga energia cara, il camion che trasporta il cibo, il supermercato che aggiusta il cartellino con zelo quasi artistico. Moltiplicate per due milioni di famiglie e l’isola perde circa 4 miliardi di potere d’acquisto l’anno. 
Una discreta porzione di PIL evaporata nella casseruola.
Su scala nazionale la cifra diventa più elegante e più tragica: oltre 50 miliardi sottratti alle tasche degli italiani. Nel frattempo la politica rassicura con l’aplomb del maggiordomo inglese mentre brucia la casa: niente allarmismi, tutto sotto controllo.
 Lo stesso tono con cui si minimizzano i dazi per non disturbare Washington. Curioso nazionalismo: quello che difende la patria con la premura di non contrariare nessuno.
Morale: la globalizzazione non è un concetto astratto. 
È la bolletta. E, come tutte le bollette, arriva sempre puntuale.

1 commento:

  1. Purtroppo a pagare di più sono sempre i soggetti più deboli che non possono rivalersi sugli altri, costretti a subire. Questo sta accadendo e

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