Vi sono nella storia della musica gruppi che nascono, suonano e scompaiono senza lasciare traccia alcuna, come zii lontani di cui si ricorda vagamente il nome. I Byrds non furono di questi. Fondati a Los Angeles nel 1964 — città notoriamente più adatta ai sogni che al lavoro serio — riuscirono nell'impresa non trascurabile di reinventare la musica popolare americana, e lo fecero con l'aria di chi stava semplicemente accordando la chitarra. La loro prima mossa fu prendere una canzone di Bob Dylan, Mr. Tambourine Man, e restituirla al mondo così migliorata che persino Dylan, si suppone, ne rimase colpito. Il segreto era una chitarra a 12 corde nelle mani di Roger McGuinn, tre voci in perfetta armonia e una certa nonchalance californiana che rendeva tutto facile, persino il genio. Non pienamente soddisfatti di aver inventato il folk rock, si dedicarono poi alla psichedelia, al jazz e infine al country, con la disinvoltura di chi cambia argomento a tavola. Nel 1973 si sciolsero, probabilmente stanchi di superare sé stessi. Il mondo della musica non li dimenticò: nel 1991 arrivò la Rock and Roll Hall of Fame — che è, in fondo, il modo più americano di dire grazie, con molto ritardo.
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domenica 8 marzo 2026
THE BYRDS, ovvero come cinque giovani cambiarono la Musica senza sembrar troppo ompegnati.
Mr. TAMBURINE MAN
Il brano scritto da Bob Dylan nel 1964 e pubblicato nell'album Bringing It All Back Home (1965). Il testo è una delle composizioni più commentate, fraintese e romanticamente sopravvalutate della storia del rock — il che, naturalmente, ne costituisce buona parte del fascino.
Il soggetto è un misterioso suonatore di tamburello — figura onirica, guida quasi sciamanica — al quale il poeta chiede di condurlo in un viaggio. Dove? In nessun luogo preciso, il che è esattamente il punto.
Il tono è quello di una stanchezza lucida: "I'm not sleepy and there is no place I'm going to" — non ho sonno e non ho meta. È la voce di chi ha esaurito il mondo ordinario e chiede alla musica, o all'immaginazione, o a qualcosa di indefinibile, di portarlo altrove.
Le immagini — la spiaggia deserta, le onde antiche, i passi danzanti — evocano un paesaggio sospeso tra sogno e alba, tra ebbrezza e risveglio.
Molti vi hanno letto un'allegoria della droga, Dylan ha sempre sorriso senza rispondere — che è la reazione più intelligente possibile davanti a chi vuole ridurre la poesia a un'unica spiegazione. In fondo, Mr. Tambourine Man è semplicemente una delle cose più belle che si possano chiedere alla musica: portami via da qui, non importa dove.
Mr. Tambourine Man — Traduzione italiana
Ehi! Suonatore di tamburello, suona una canzone per me,
non sono assonnato e non ho nessun posto dove andare.
Ehi! Suonatore di tamburello, suona una canzone per me,
nel tintinnio mattutino del tuo tamburello ti seguirò.
Anche se non so dove stai andando,
sono pronto a seguire il tuo passo danzante
verso le incantate rive della sera.
Il mio essere esausto aspetta il mio volere
e i miei pensieri, come foglie, mi fuggono via —
ma lasciami dimenticare per un po'
tutto quello che oggi non riuscirà a essere.
Prendi me per un viaggio sulla tua magica barca turbinante,
la mia stanchezza sfida ogni ora —
le mie mani non possono sentire per afferrare,
i miei piedi sono troppo addormentati per muoversi,
e la mia lingua è inutile per parlare —
aspetta solo un momento,
il suono della tua armonia
mi toccherà ancora.
Lontano dalle piazze fumose della follia,
dai marciapiedi logori di ogni mattina,
dove le ombre dei visi miei già dimenticati
sorridono attraverso porte sbilenche e storte —
portami via, oltre le fredde catene del presente
e la vecchia, folle città a metà via.
Poi prendermi su, in alto, lungo le onde del suono,
sotto le diamantate radici di mare,
e poi in marcia, attraverso nebbie e fronde
passato circoli di risa, e le sue canzoni di balene —
fino a quando le foglie di danza del cielo
si staccheranno liberamente nella brezza
di questo sorriso congelato.
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