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mercoledì 25 marzo 2026

UN COLTELLO A TREDICI ANNI. ANATOMIA DI UN GRIDO SENZA VOCE

 


a cura di Anna Lombardo


Quando il silenzio diventa lama.


C'è un momento, nella vita di un ragazzo, in cui la parola sembra troppo piccola per contenere quello che brucia dentro. Non lo sa spiegare, lui. Lo sente e basta, come una fiamma che nessuno gli ha insegnato a nominare. E allora la mano fa ciò che la bocca non riesce: parla, a modo suo, con un gesto che non ammette replica.


Trescore Balneario. Un nome che suona di provincia tranquilla, di pomeriggi in bicicletta e campanili. Invece: un coltello, un corridoio scolastico, tredici anni. Sarebbe rassicurante — e ipocrita — parlare di mostro, di famiglia disfunzionale, di videogiochi violenti. La realtà è più silenziosa e più difficile da guardare in faccia. Quella parte del cervello che dovrebbe dirti fermati, aspetta, pensa — a tredici anni non è ancora pronta. Le emozioni sono già tutte lì, prepotenti, che premono. La testa non riesce a stare dietro al cuore. E poi c'è il resto: sentirsi rifiutato, ridicolizzato, invisibile. Cose che a quell'età fanno un male fisico, anche se non si riesce a dirlo. 


Nessuno gli ha mai messo in mano un libro, nessuno si è seduto accanto a lui per una di quelle conversazioni un po' scomode che richiedono tempo e pazienza. Nessuno ha imparato a leggere i suoi silenzi — che erano già una domanda, se solo qualcuno avesse avuto voglia di ascoltarla. E lui non sapeva che si può stare malissimo e raccontarlo. Che la rabbia non deve per forza diventare un gesto. La scuola potrebbe essere quella porta. Ma è stanca, sottofinanziata, oberata. I servizi esistono, certo — con liste d'attesa che trasformano ogni urgenza in burocrazia. Le famiglie fanno del loro meglio in un mondo che non prevede manuali d'uso. Nessuno è colpevole di tutto. Ma forse siamo tutti un po' colpevoli del silenzio. Ciò che è accaduto a Trescore non è la storia di un ragazzo cattivo. È la storia di un ragazzo a cui nessuno ha dato abbastanza parole. E le parole non dette, si sa, prima o poi trovano un'altra forma.

Spesso tagliente.


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