di G Garufi
Il comprensorio ionico si può identificare in due macroaree: l’area che va da Scaletta Zanclea a Sant’Alessio Siculo e l’area che va da Letojanni a Fiumefreddo passando da Mazzeo e Giardini.
La mia riflessione riguarda il tratto da Scaletta Zanclea a Sant’Alessio. Tale porzione di costa è omogenea dal punto di visto territoriale, culturale, economico, storico, architettonico, urbanistico, paesaggistico, ed ho cominciato a ragionare, non da ora, sul tema dello sviluppo della riviera ionica in termini unitari ed elaborato una idea di città proiettata nel futuro.
La sua particolare conformazione orografica, che ha determinato uno sviluppo lineare lungo la direttrice nord-sud rappresentata dalla SS 114 e dalla Ferrovia, della lunghezza di circa 20 Km ed una profondità media del tessuto urbano di circa 200-250 mt , è diventato il maggiore punto di forza per l’elaborazione dell’idea della Città Lineare.
I centri urbani posti lungo la costa ionica, ad esclusione di Itala e Scaletta Zanclea, hanno quattro principali vie di comunicazione: i lungomare, la statale 114, la ferrovia, l’autostrada A18 ME-CT, che corrono paralleli alla costa, distanti fra loro circa 80-100 mt. Sono in attuazione i lavori di spostamento a monte con raddoppio dell’attuale tracciato ferroviario.
L’idea di sviluppo dell’area urbana rappresentata da questo continuum è quella di rendere progressivamente i centri urbani costieri interamente aree pedonali o aree a traffico limitato, spostando il traffico gommato privato su altre direttrici, in particolare sull’attuale tracciato ferroviario e sull’autostrada, da riclassificare da Classe A a classe B tale da renderla la tangenziale della città metropolitana.
La realizzazione degli svincoli di cantiere di Nizza di Sicilia e di Santa Teresa di Riva vanno in questa direzione e alla fine dei lavori dovranno essere mantenuti e regolarizzati.
In quest’ottica è necessario anche lo svincolo di Itala-Scaletta.
I benefici sarebbero quelli già sperimentati e studiati nelle altre comunità carfree.
L’inquinamento atmosferico e sonoro, la congestione del traffico, gli incidenti stradali, la difficoltà di penetrazione dovuta alla inadeguatezza della SS 114 sarebbero prossimi allo zero con il vantaggio, non trascurabile, della facilità nell’organizzazione del trasporto pubblico locale, del clima e dell’enorme impatto mediatico che una città di questo tipo e di queste dimensioni avrebbe a livello internazionale, favorendo l’attrattività di investimenti sia pubblici che privati.
L’impegno di risorse territoriali per l’attuazione del progetto sarebbero minime, in quanto si sfrutterebbe quasi esclusivamente l’esistente.
I lungomare esistenti, adeguatamente collegati fra loro, potrebbero diventerebbero tutte aree pedonali e piste ciclabili, facilmente utilizzabili da tutti in quanto la riviera ionica è praticamente pianeggiante e l’utilizzo della bicicletta, privata o in servizio di bike sharing, sarebbe fortemente incentivato.
Il settore che ne potrebbe trarre i maggiori benefici è il settore turistico; benefici di carattere funzionale ed economico ne avrebbero le abitazioni che attualmente affacciano sulla ferrovia; beneficio ne avrebbero i terreni che non avrebbero più il vincolo della distanza dal tracciato ferroviario; beneficio ne avrebbero le Municipalità che avrebbero a disposizione importanti spazi sia liberi che costruiti (le ex stazioni) .
Bus elettrici farebbero la spola fra Scaletta Zanclea e S. Alessio, con un percorso circolare, orario ed antiorario, nella SS 114 e nella nuova viabilità realizzata nell’attuale linea ferrata, servendo anche le nuove stazioni e fermate ferroviarie, consentendo così ai cittadini e ai pendolari di non dovere utilizzare mezzi propri per raggiungerle.
Naturalmente le FS dovranno mantenere o potenziare il numero dei convogli passeggeri nella tratta Siracusa-Catania-Messina in modo da garantire un adeguato ed efficace trasporto pubblico.
La viabilità fra Itala ed Alì Terme rimarrebbe sull’attuale SS 114, destinando il tratto ferroviario, della lunghezza di circa 3 Km, a pista ciclabile e pedonale, consentendo il transito solo ai bus- pulmini elettrici e alle biciclette, consentendo l’utilizzo della spiaggia a residenti e turisti.
La spiaggia ed il mare da capo Alì e Itala è stata definita una delle spiagge più belle della Sicilia e attualmente è quasi impossibile accedervi se non dal mare o da un angusto sottopasso ferroviario.
La viabilità, in direzione Catania, da Alì Terme fino a Sant’Alessio si sposterebbe, in senso unico, sul tracciato ferroviario. Le dimensioni della piastra ferroviaria sarebbero sufficienti al doppio senso di circolazione, ma in alcuni punti e soprappassi e nella galleria Bagni ad Alì Terme non raggiungono le dimensioni minime per il doppio senso di circolazione ma comunque tali da garantire un senso di marcia anche a mezzi pesanti e cassonati.
I sottopassi ferroviari nei centri urbani hanno dimensioni tali che non consentono il passaggio di mezzi più grandi di un’automobile. La trasformazione in rotabile della linea ferrata consentirà di innalzare ed ampliare l’impalcato per permettere anche a mezzi più grandi (pulman, camion ecc) il transito verso le zone a monte della ferrovia.
Per ultimo, ma non ultimo in termini di importanza, è la possibilità di utilizzare la nuova viabilità come via di fuga e di soccorso nel caso di eventi calamitosi come purtroppo ci ha insegnato la recente storia.
Il ciclone Harry è l’ultimo evento atmosferico estremo in ordine di tempo che ha mostrato chiaramente quanto fragile sia il nostro territorio e quanto importante e necessaria è una viabilità alternativa che, con spesa relativamente modesta e tempi celeri, può essere realizzata nell’attuale sede ferroviaria.
L’alternativa alla trasformazione dell’attuale sede ferroviaria a strada carrabile e ciclo-pedonale è quella di mantenere l’attuale ferrovia.
Cosa cambierebbe rispetto all’attuale? Niente. Anzi, a mio avviso, si peggiorerebbe di molto la nostra condizione.
Chi dovrebbe gestire il trasporto ferroviario? Un novello consorzio dei comuni? Perché sicuramente le FS non garantirebbero un duplicato del servizio.
Ed i costi di gestione e manutenzione della linea ferrata e dei mezzi?
Non sono da paragonare a quelli di un pulmino elettrico da 20 posti!
Il mantenimento dell’attuale ferrovia non ci invoglierà a cambiare le nostre abitudini a prendere la macchina per spostarci o per andare a Messina o Catania o nei paesi viciniori.
Quale motivo o comodità o convenienza i cittadini della riviera ionica avrebbero in più rispetto ad oggi per utilizzare la stessa ferrovia per spostarsi?
Per quale motivo i pendolari o gli studenti o gli utenti saltuari avrebbero enormi difficoltà ad utilizzare la nuova ferrovia per raggiungere il posto di lavoro o di studio o per andare, per esempio, all’aeroporto di Catania?
Per quale motivo i cittadini di Scaletta e di Itala dovrebbero continuare ad essere penalizzati dalla mancanza di un affaccio a mare?
Per quale motivo si dovrebbe impedire ai cittadini dei comuni costieri di utilizzare i propri lungomare (o il vecchio tracciato) come isole pedonali o a traffico limitato?
L’unico soggetto ad avere consistenti benefici è Webuilt che potrebbe spendere le risorse destinate alle opere compensative ad altro o addirittura non spenderli.


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