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venerdì 20 marzo 2026

ANTICRISTO FEDE E POTERE



 _Tra conferenze riservate e visioni tecnologiche, la fede rischia di diventare accessorio_ 

A Roma, in questi giorni, Peter Thiel parla dell’Anticristo in conferenze a inviti, tra platee selezionate e messe in rito antico. Un contesto che incuriosisce quanto i contenuti: chi lo ha chiamato? Per diffondere una visione a metà tra il mistico e l’eccentrico, o per tessere relazioni ben più concrete?

La sua tesi è nota: l’Anticristo non sarebbe il nemico del sacro, ma ciò che frena il progresso – leggi, regole, limiti. Una lettura brillante, certo, e perfettamente coerente con chi ha costruito fortuna e potere sull’idea che innovare significhi superare ogni vincolo. Eppure, proprio qui si misura lo scarto. Per la tradizione cristiana l’Anticristo non è un ostacolo tecnologico, ma ciò che nega l’Incarnazione. Non riguarda i sistemi, ma lo sguardo sull’uomo.

Il rischio, allora, non è tanto prendere sul serio Thiel – operazione legittima – quanto usare la fede come cornice identitaria per idee che hanno tutt’altra natura. Tra suggestioni teologiche e strategie globali, la religione può diventare linguaggio di legittimazione. Forse la domanda più utile resta semplice: la fede serve a distinguersi o a riconoscere l’altro? Nel primo caso diventa strumento. Nel secondo, ancora – ostinatamente – vita. ♓

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