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lunedì 30 marzo 2026

IL LIBERALISMO EREDITARIO

 CORSIVO 

Forza Italia levita, i Berlusconi manovrano nell'ombra, Meloni governa: e la rivoluzione liberale resta un ordine senza esecutori.


C'è qualcosa di profondamente berlusconiano — e dunque di profondamente italiano — nel fatto che la rivoluzione liberale dipenda ancora dall'umore di una famiglia. Marina Berlusconi si affaccia sul partito del padre e Forza Italia levita come pasta madre: sfiora la doppia cifra, ruba decimali ai Fratelli d'Italia, si comporta da forza viva anziché da comitato funebre permanente. Tre anni fa nessuno avrebbe scommesso su questa resurrezione. La purga di Gasparri, sostituito dalla Craxi con mossa che profuma di regolamento di conti, viene salutata come alba di un nuovo corso.

Per scalzare Meloni, Marina e Pier Silvio dovrebbero scendere in campo e rischiare. Ma hanno aziende, concessioni televisive, partecipazioni bancarie: un patrimonio che non si espone alle ritorsioni del potere. Né Marina accetterebbe il rango di numero due. Ergo: servono prestanome. Tajani non entusiasma — è dire poco. Gli eredi lo considerano un «sottone», termine che evoca docilità ai voleri della premier. Quante volte gli hanno chiesto di sventolare con baldanza le bandiere liberali. Inutilmente: Antonio è la flemma fatta carne, e per giunta ha romanizzato il partito col consuocero Barelli alla guida dei deputati, difeso con minaccia di dimissioni annessa.

Morale: Tajani è intoccabile come un paracarro, e l'onta è ricaduta sul povero Gasparri, colpevole di non essere abbastanza pugnace — dopo che la Ronzulli era stata rimossa perché lo era troppo. Il liberalismo non si costruisce con minuetti: esige posizioni nette su diritti, economia, politica estera — cose difficili dentro una coalizione dove distinguersi è peccato. Il bipolarismo muscoloso inventato da Silvio non lascia spazio a terze forze liberal-democratiche — chiedere a Calenda, che con Marina si è visto e sentito senza produrre nulla. Aleggia un interrogativo atroce: è possibile fondare una forza liberale perché l'ha ordinato un padrone?


1 commento:

  1. Sappiamo che forza Italia non è facile da governare, ci sono i Berlusconi alle spalle e poco si potrà cambiare. Prima di tutto vengono gli interessi dei padroni per cui poco da dire o fare. In forza Italia non ci sono soggetti capaci di governare il partito per cui resterà così!

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