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giovedì 30 aprile 2026

WILLIE NELSON, O DELL'ARTE DI NON SMETTERE MAI

 


On the Road Again, ancora e sempre: Willie Nelson compie 93 anni e non ha la minima intenzione di fermarsi — né sulla strada, né in studio di registrazione.



Vi sono uomini che invecchiano, e vi sono uomini che semplicemente continuano. Willie Hugh Nelson appartiene con ogni evidenza alla seconda categoria. Nato il 29 aprile 1933 ad Abbott, Texas — un borgo così piccolo da essere quasi invisibile sulle mappe — ha attraversato novantadue anni di storia americana con la stessa aria di chi non ha fretta di arrivare da nessuna parte, ma non ha neppure la minima intenzione di fermarsi.

Scrisse la sua prima canzone a sette anni e si unì alla sua prima band a dieci. Un curriculum che farebbe impallidire qualunque talent scout moderno, sebbene all'epoca nessuno si preoccupasse di filmarlo per i social media. Dopo il diploma, nel 1950, si arruolò nell'esercito — dettaglio che i suoi biografi citano con la stessa sorpresa con cui si nota un vegetariano al banco della macelleria.

La carriera vera e propria decollò lentamente, come si conviene ai fenomeni duraturi. Nashville lo accolse negli anni Sessanta con quella cortesia fredda che le metropoli riservano a chi non si adatta al loro stile. Nel 1973, firmato con Atlantic Records, pubblicò Shotgun Willie, disco grezzo ed eclettico che cristallizzò la sua figura di protagonista dell'outlaw country — un genere che suona come una dichiarazione di guerra al buon gusto convenzionale, nel senso migliore possibile. Il successo critico di Shotgun Willie, combinato con quello commerciale di Red Headed Stranger (1975) e Stardust (1978), fece di Nelson uno degli artisti più riconosciuti della musica country.
La discografia, ovvero la prova che un uomo può fare troppe cose contemporaneamente
La discografia di Nelson comprende 104 album in studio — di cui 78 da solista e 26 in collaborazione — 14 album dal vivo, 51 raccolte e 41 video album. Ha venduto oltre 40 milioni di album solo negli Stati Uniti. Nel mezzo di tutto ciò, ha anche trovato il tempo di recitare in oltre trenta film, scrivere libri e dedicarsi all'attivismo ambientale e alla legalizzazione della marijuana — quest'ultima causa perseguita con una coerenza che pochi politici potrebbero vantare.

Tra le tappe fondamentali: Phases and Stages (1974), Wanted! The Outlaws (1975, con Waylon Jennings, primo album country a raggiungere il platino), l'indimenticabile Stardust (1978, 530 settimane in classifica — un record di flemma straordinaria). A metà degli anni Ottanta fondò con Jennings, Kristofferson e Johnny Cash il supergruppo The Highwaymen, che raggiunse vendite da disco di platino e tournée mondiali. 
Il brano e l'album più celebri
Il brano più famoso è quasi certamente On the Road Again (1980), colonna sonora del film Honeysuckle Rose: cinque parole che bastano a far venire voglia di salire in macchina senza sapere dove si va. L'album più celebre e influente resta probabilmente Red Headed Stranger (1975): un concept album di outlaw country registrato alla Columbia, acclamato dalla critica come uno dei dischi fondativi dell'intera tradizione americana.

Nel 1980, Nelson si esibì sul prato della Casa Bianca. Il concerto del 13 settembre vide la First Lady Rosalynn Carter duettare con lui. Fin qui, tutto abbastanza protocollare. Meno protocollare fu il fatto che, secondo la biografia scritta da Joe Nick Patoski, Nelson fumò marijuana sul tetto della Casa Bianca. La storia non riferisce se qualcuno degli agenti del Servizio Segreto abbia chiesto di partecipare.
Nel 1990 l'IRS — l'erario americano — gli sequestrò tutti i beni, sostenendo che dovesse 32 milioni di dollari. Nelson reagì con la soluzione più americana possibile: registrò un album, The IRS Tapes: Who'll Buy My Memories?, i cui proventi andarono direttamente a saldare il debito. Un gesto di tale eleganza pratica che Jerome avrebbe certamente approvato.
A 92 anni, ha pubblicato Oh What a Beautiful World (aprile 2025), il suo 77° album in studio da solista, candidato al Grammy per il miglior album country tradizionale. Nel 2025 ha anche pubblicato Workin' Man: Willie Sings Merle, tributo a Merle Haggard, e nel 2026 è già annunciato Dream Chaser. 
Novantadue anni, centocinquantacinque album, un debito fiscale pagato con una canzone, e un concerto presidenziale il cui retroscena è rimasto impresso nella storia. 
Happy Birthday, Big Willie. 


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