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lunedì 13 aprile 2026

BOLOGNA PIANIFICA, MESSINA ASPETTA

 



a cura di Alberto Barbera ^

 Bologna, aprile 2026. Il Comune annuncia assemblee pubbliche nei sei quartieri: oggetto, la riorganizzazione dell'intera rete di trasporto pubblico in vista dell'entrata in esercizio del tram. I cittadini vengono convocati non per essere informati di decisioni già prese, ma per contribuire a costruirle: connessioni mancanti tra quartieri, barriere percepite all'uso del mezzo pubblico, ragioni dell'uso dell'auto privata. Partecipazione, non comunicato stampa.

Messina, stesso mese. Il tram è fermo da tredici mesi. I lavori di riqualificazione della tranvia — aggiudicati nel 2023, firmati nel 2024, avviati nella primavera del 2025 — avrebbero dovuto concludersi entro quell'anno. Oggi si prospettano ancora quasi due anni di lavori. Il cronoprogramma è carta straccia. I binari del viale San Martino restano vuoti, le navette sostitutive coprono a fatica un percorso circolare fino alle venti e trenta, e l'assessore alla Mobilità invita alla pazienza. Chi non ha l'auto — studenti, anziani, lavoratori dei quartieri periferici — paga ogni giorno il prezzo di una pianificazione che non pianifica.

Il paragone con Bologna non è accanimento geografico. È il metro di misura che ogni città meridionale dovrebbe applicare a se stessa. A Bologna la rete bus viene ridisegnata in funzione del tram che arriva, i due sistemi trattati come un unico organismo, con biglietto integrato su autobus, tram e treni regionali. A Messina, la sospensione del tram non è stata accompagnata da alcuna revisione della rete ATM: nessun potenziamento delle linee bus, nessuna riprogettazione degli itinerari, nessun tavolo pubblico con i pendolari. La città è stata lasciata ad arrangiarsi.

La differenza non è nei fondi: è nella capacità di trasformare risorse in sistema. Questo Osservatorio chiede che Messina smetta di misurare i propri progressi in confronto al proprio passato e cominci a misurarli rispetto a ciò che altre città italiane considerano già normale. A Bologna si co-progetta la mobilità. A Messina si chiede ai cittadini di aspettare. Non è una questione di latitudine: è una questione di volontà politica e di rispetto per chi il mezzo pubblico lo usa per necessità, non per scelta.

*Transport Planner. Analista di traffici stradali e di sistemi di trasporto pubblico

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