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sabato 4 aprile 2026

CLAUDIA CONTE, LA RETE INVISIBILE

 CORSIVO



Il Viminale come salotto buono: entra in punta di piedi, esce con le chiavi di casa.

C'è un'arte antica e misconosciuta, nella Repubblica italiana, che consiste nell'essere ovunque senza che nessuno capisca perché. 
Claudia Conte, trentaquattro anni, ciociara di Cassino, figlia di un poliziotto, laureata alla Luiss, ha affinato quest'arte fino alla perfezione. Non la si è vista arrivare. 
Eppure eccola: madrina di navi militari, moderatrice al Viminale, volto televisivo, scrittrice e, da ultimo, compagna non smentita del ministro Piantedosi. 
Un curriculum che farebbe impallidire un ambasciatore, costruito con la pazienza di chi sa che Roma non si prende d'assalto: si addomestica.

La sua missione ,ché sul sito campeggia, solenne , è creare un network tra gli stakeholder del Paese. Di network ne ha costruito uno invidiabile: selfie con Salvini, Crosetto, Tajani, Lollobrigida, La Russa; un video col generale Vannacci; la foto col Papa , Leone XIV, ma negli archivi spunta anche Bergoglio, ché la prudenza non conosce pontificato. 
E poi, per sigillare il profilo con una sponda insospettabile: Nanni Moretti. Ecumenismo purissimo. «Amo l'Italia», scrive su Instagram. Le crediamo. 
Si vede. Quanto alla domanda cruciale , perché confermare la relazione, sapendo che Piantedosi è sposato, e per di più a Marco Gaetani, conduttore di Radio Atreju e figlio di un assessore di FdI a Lecce? la diretta interessata risponde con la saggezza dei grandi statisti: 
«Al momento preferisco il silenzio». Urrà, appunto. Il silenzio, in questa storia, è arrivato un comunicato stampa in ritardo.


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