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lunedì 13 aprile 2026

GREEN SI SVEGLIA TARDI

 Corsivo


La fedelissima scopre il re nudo — con soli dieci anni di ritardo.


Marjorie Taylor Greene ha scoperto che Donald Trump ha un "grave stato mentale". La notizia ha colto di sorpresa molti osservatori, soprattutto quelli che per anni l'hanno vista applaudire le sparate del tycoon con l'entusiasmo di una cheerleader sotto steroidi. Benvenuta, Marjorie. Il resto del mondo lo sapeva dal 2015.

La rottura si è consumata sugli Epstein files — materia in cui la soglia di sopportazione era evidentemente più bassa che per le altre amenità dell'era Trump. Da quel momento l'ex deputata ha imboccato la via della dissidenza con la solerzia di chi recupera il tempo perduto: l'Iran è "malvagia e follia", il presidente va rimosso col venticinquesimo emendamento, i Repubblicani "saranno massacrati alle midterm". Tutto vero, probabilmente. Ma pronunciato dalla stessa persona che il mostro lo ha nutrito per anni con applausi, voti e teorie del complotto fresche di giornata.

A Politico ha poi offerto un'analisi politologica di rara profondità: il MAGA è "frammentato" tra puristi, moderati, interventisti e neocon infiltrati. Distinzioni che non aveva notato quando votava compatta con l'ala più oltranzista del Congresso. Ora invece vede tutto con cristallina chiarezza. Le nuove generazioni, ha aggiunto con tono da profetessa, non sostengono "questa versione del MAGA". Giusto. Peccato che per anni abbia fatto di tutto per renderla l'unica versione disponibile sul mercato.

Il finale è da antologia: non sa più se è repubblicana, si sente indipendente, sogna qualcosa che "unisca destra e sinistra". In America lo chiamano risveglio. In italiano lo chiamiamo più semplicemente: fine della carriera. La coerenza, si sa, è roba da perdenti.


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