CORSIVO
Tre anni e mezzo di governo, un programma rivoluzionario e un risultato: tutto come prima. Perfino le scuse.
Tre anni e mezzo fa, Giorgia Meloni vinse. La destra esultò. Finalmente, dicevano. Dopo decenni di gabbia. Dopo secoli di persecuzione. Tutti i torti subiti. Tutta la storia negata. Un popolo di martiri, finalmente al governo. Un momento. La premier era già stata ministra. Il presidente del Senato pure. Negli ultimi trent'anni la destra ex missina aveva governato regioni, conquistato sindaci, occupato poltrone nelle partecipate e nelle istituzioni culturali. Perseguitati, sì. Con qualche vistosa lacuna.
Il programma era grandioso. C'era il premierato: il popolo sovrano che sceglie il capo. C'era la separazione delle carriere tra giudici e pm, per togliere alla toga quel sapore di casta. C'era l'autonomia differenziata, sogno leghista eterno, stavolta elevato a riforma di Stato. C'era il «prima gli italiani», le nascite in aumento a suon di bonifici — come se un bambino si ordinasse col codice fiscale. C'era la cultura liberata dal giogo rosso. C'era il Ponte sullo Stretto. Il Pnrr speso bene, finalmente. Un'Europa raddrizzata. I mercati domati. Un'internazionale sovranista a spazzar via i globalisti e i loro vaporosi entusiasmi.
Bene. Il premierato non c'è. La separazione delle carriere non c'è. L'autonomia differenziata non c'è. Il Ponte è ancora nei sogni del concessionario. Il Pnrr arranca. L'Europa è quella che è. I mercati fanno quello che vogliono.
Tre anni e mezzo. Risultato: un deficit al 3,1 per cento che impedisce l'uscita dalla procedura d'infrazione. Dopo leggi di bilancio scritte col righello, d'accordo con Bruxelles, senza un euro di troppo. Tutto il rigore possibile. Per finire fuori dai parametri lo stesso. Non importa. La frittata si rigira. I coraggiosi solitari torneranno a raccontare di complotti e nemici invisibili. Qualcuno li crederà. A sinistra il menù è quello che è: non pervenuto.
La rivoluzione di destra. Tutto come prima. Perfino le scuse.

Nessun commento:
Posta un commento
Puoi commentate senza volgarità