IAl Polo sociale integrato di Messina i numeri raccontano un'integrazione vera, lontana dalle retoriche. Medihospes e Comune al lavoro dal 2022.
Ci sono numeri che parlano più delle retoriche. Quattrocento nuovi utenti in diciotto mesi, trecento consulenze legali, centosettanta mediazioni linguistiche, duecentocinquanta orientamenti socio-sanitari: sono i numeri del Polo sociale integrato di Messina, gestito da Medihospes in via Felice Bisazza. Raccontano una città che esiste al di là dei titoli sull'emergenza sbarchi. Una città che accoglie, che orienta, che include ,non perché lo imponga la moda, ma perché senza quegli stranieri residenti, provenienti da trentanove paesi con le loro lingue e le loro paure, Messina farebbe i conti con un inverno demografico ancora più rigido di quello che già la consuma.
Il convegno di venerdì nel salone delle Bandiere non era un congresso di buone intenzioni.
Era una resa dei conti con la realtà: quella del caporalato, dell'immigrazione invisibile che transita per le carceri e i centri per l'impiego senza che nessuno la veda. Tre sessioni , tutele legali, inclusione, presa in carico sanitaria ,con Prefettura, Ispettorato del Lavoro, Università, Policlinico, Casa circondariale di Barcellona.
Il Polo Mobile ha esteso la rete a centodue comuni metropolitani: mediazione linguistica e consulenza legale gratuite per chi amministra territori dove lo straniero arriva e non sa da dove cominciare.
La vera inclusione non nasce dai proclami. Nasce nel momento in cui una persona spaesata trova uno sportello aperto, una voce che parla la sua lingua, un foglio compilato nel modo giusto. Nasce nella diffidenza vinta, nel diritto spiegato a chi non sapeva di averlo. Medihospes lo pratica con la discrezione propria di chi fa le cose sul serio. Il resto , le polemiche, i muri evocati e mai costruiti, appartiene a un altro racconto. Meno vero, molto più rumoroso.

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