Dal rifiuto del gemellaggio con la Tel Aviv di Ron Huldai, oppositore di Benjamin Netanyahu, una scelta che finisce per colpire proprio chi contesta il governo israeliano, rivelando più confusione che strategia.
La proposta di gemellaggio arrivava da Ron Huldai, sindaco di Tel Aviv, uomo della sinistra laburista, storico avversario di Benjamin Netanyahu, e per di più forte di un consenso elettorale che supera il sessanta per cento. Non esattamente, dunque, un emissario del governo israeliano, ma semmai uno dei suoi più dichiarati oppositori.
Tel Aviv, città largamente schierata contro l’attuale esecutivo di destra, tentava con quel gesto di costruire un minimo di solidarietà internazionale attorno a chi, in Israele, contesta Netanyahu. Un’iniziativa politica, prima ancora che simbolica.
Ebbene, il Partito Democratico di Milano ha scelto di liquidare la questione con una rapidità che non è sinonimo di chiarezza, ma di superficialità. Così facendo, ha ottenuto un risultato singolare: colpire non il governo che dice di avversare, ma proprio chi quel governo lo combatte davvero.
Non è solo un errore. È un rovesciamento della logica politica: confondere il bersaglio, smarrire il contesto, e infine vantarsene.
Complimenti, davvero, per questa dimostrazione di acume strategico — raro esempio di come si possa, con perfetta coerenza, mancare l’obiettivo. ♓

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