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lunedì 6 aprile 2026

LA GUERRA SENZA CERIMONIE



 F. A. 

Dalle minacce ai bombardamenti di infrastrutture civili: Trump e Hegseth rivendicano una guerra senza regole, e il diritto internazionale non è più nemmeno una cerimonia da rispettare.

C'è un momento in cui le ipocrisie smettono di reggere il peso che portano. Trump ha accelerato quel momento: minacciando di bombardare le centrali elettriche dell'Iran, distruggere gli impianti di desalinizzazione e riportare il paese «all'età della pietra». In un'altra epoca sarebbero stati discorsi da tribunale. Oggi sono post sui social, accolti come previsioni del tempo.

Il diritto internazionale , quella costruzione che gli Stati Uniti contribuirono a erigere sulle macerie del Novecento,  vieta di colpire infrastrutture civili e contempla un criterio di proporzionalità, parola che nell'attuale amministrazione suona esotica. Trump non si è limitato alle minacce: un ponte fuori Teheran è stato raso al suolo, tredici civili morti, il presidente ha commentato «Ce ne saranno molti altri!» con l'entusiasmo di chi inaugura una serie tv. 

Il bombardamento di una scuola a Minab il primo giorno ha ucciso 175 persone, in gran parte bambini. Analisi indipendenti l'hanno giudicato una violazione netta. La Casa Bianca ha preferito non approfondire.

Il segretario alla Difesa Hegseth ha chiarito la dottrina: i soldati americani non dovrebbero combattere secondo regole redatte «da damerini in stanze di mogano». Ha licenziato i responsabili dei team legali di esercito, marina e aviazione affinché gli avvocati non «siano di ostacolo agli ordini del comandante in capo». Così il paese che per decenni si è presentato come garante dell'ordine internazionale ha scelto di togliersi la maschera. Il problema non è che si commettano crimini di guerra ,non è una novità,  ma che li si rivendichi come metodo. Quando una grande potenza normalizza l'assenza di regole, le minori prendono nota. E le prendono benissimo.


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