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sabato 11 aprile 2026

IL TELECOMANDO NON MENTE

 

FAVA


Quattro ore a Cologno, udienza concessa: il partito ha un padrone e abita in azienda


Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani si è recato a Cologno Monzese, nella sede di Mediaset, per riferire ai nuovi padroni.
 Non è un modo di dire: è la cronaca puntuale dell'11 aprile 2026. Quattro ore con Marina e Piersilvio Berlusconi, il sempiterno Gianni Letta a fare da arbitro. Un incontro «in clima di amicizia e cordialità», hanno riferito fonti vicine. L'amicizia, si sa, è quella fra il titolare e il dipendente di lungo corso; la cordialità, quella dell'ufficio del personale quando convoca qualcuno per un colloquio di chiarimento.

Che Forza Italia fosse un asset familiare lo si sapeva da tempo. Ciò che stupisce è la disinvoltura con cui questa verità, tenuta per anni dietro il velo di una finzione istituzionale, è stata finalmente esibita alla luce del sole.
 Non un salotto privato, non una residenza, non il terreno neutro di un albergo milanese: una sede aziendale.
 Quasi un organigramma. Ai tempi di Silvio Berlusconi, le riunioni si svolgevano ad Arcore tra crodini e pizzette: la casa come estensione del comando. 
Gli alleati arrivavano come ospiti, ripartivano come subalterni, ma la scena era quella di una cena tra amici. Ora quella finzione è caduta. Gli eredi hanno preferito la chiarezza del luogo di lavoro. Efficienza teutonica, si direbbe, se non fossero milanesi.

Tajani è uscito con la «rinnovata fiducia» degli eredi, qualche ritocco ai capigruppo e l'assicurazione di andare avanti fino alle elezioni. Quattro ore per questo. La montagna ha partorito un comunicato magro.
 Ma il comunicato magro è, a suo modo, eloquente: Forza Italia non è un partito che decide, è un partito che riceve istruzioni e le esegue con garbo. 
Chi decide davvero siede a Palazzo Chigi. Il cambiamento, se mai verrà, lo provocheranno gli eventi ,  non le persone.
Nel frattempo, il partito ha sede a Cologno Monzese. Non fa più scandalo. È quasi rassicurante.

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