CORSIVO
di Ponzio Aquila
Il vero capolavoro, come sempre, non è l’atto ma la messinscena.
L’idea che qualcuno “voglia togliere il Natale” è una delle più riuscite opere di fantasia politica degli ultimi decenni: nessuno lo tocca, nessuno lo assedia, nessuno lo minaccia.
Il Natale è lì, solido come un pandoro industriale, celebrato da ottobre nei supermercati e difeso da uomini che passano l’anno a bestemmiare l’Europa.
Ma la minchioneria leghista , traduzione sicula davvero autoctona , ha bisogno di un nemico immaginario per sentirsi viva.
Così si inventa il funzionario laicista che cancella Gesù col bianchetto, il maestro talebano che vieta le palline, l’islamico che pretende il silenzio liturgico dell’Occidente.
Figure mitologiche, utili a far credere che l’identità sia sotto sfratto permanente.
Nessuno vuole togliere il Natale: lo si usa.
Lo si brandisce come clava culturale da chi, per il resto dell’anno, ignora la tradizione, la storia e spesso perfino il catechismo. È un Natale da battaglia, non da fede; da slogan, non da calendario.
E mentre si grida al furto, il presepe resta dov’è, l’albero pure, Gesù compreso.
L’unica cosa davvero rimossa è il senso del ridicolo. Ma quello, purtroppo, non è mai stato una festa comandata.

Cosa aspettarsi dalla lega? ormai mi sono abituato a leggere le loro stupidaggini, ma confesso che smetterò!
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