MONDI FRAGILI
di Anna Lombardo
A Messina il disagio minorile pesa come un macigno: droghe, alcol, gioco d’azzardo e dispersione scolastica generano ogni anno ingenti costi sociali e sanitari. Tra gli 11 mila adolescenti della città, migliaia hanno sperimentato sostanze illegali o il gioco d’azzardo, con ricadute dirette su famiglie, scuole e tribunali.
La richiesta di un Consiglio Comunale Straordinario è opportuna per aprire un confronto serio. In questo quadro potrebbe trovare spazio la proposta di Nino Cartabellotta: un’imposta di scopo mirata ai profitti delle aziende che lucrano sulle fragilità — dalle società del gioco d’azzardo ai soggetti che traggono vantaggio dal consumo patologico. L’idea è semplice e radicale: chi genera danni sociali contribuisca direttamente ai costi sanitari e ai programmi di prevenzione. Il gettito aggiuntivo sarebbe vincolato per legge alla cura delle dipendenze, al sostegno psicologico, ai servizi territoriali e alle campagne educative. I consiglieri, pur non avendo potere fiscale, possono fare da ponte attraverso l’ANCI, trasformando una proposta tecnica in un’azione politica concreta.
Investire in prevenzione conviene: ogni euro può generarne quattro di risparmio.
Eppure le risposte tardano. Così la città continua a pagare il conto, mentre i giovani scivolano ai margini e gli adulti discutono senza decidere

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