di AG Rizzo
Ogni anno il test di ingresso alla facoltà di Medicina torna puntuale, come l’inflazione e le riunioni inutili.
Migliaia di studenti si giocano il futuro rispondendo a quiz che spesso hanno più a che fare con la logica da escape room che con la cura delle persone.
L’obiettivo sarebbe selezionare “i migliori”, ma il risultato somiglia più a una lotteria nazionale travestita da meritocrazia.
Intanto il sistema sanitario cerca medici ovunque, tranne tra i ragazzi che vorrebbero diventarlo, perché quelli restano fuori, in fila, mentre gli ospedali restano vuoti.
Un capolavoro di pianificazione!
mancano professionisti, ma il numero chiuso resta sacro. Così si perde chi ha passione, mentre si premia chi sa a memoria nozioni che non userà mai con un paziente vero.
Dietro ogni bocciatura c’è una storia di sacrifici, costi economici e sogni infranti . Poi, paradossalmente, molti di quei ragazzi esclusi dai quiz , studiano all’estero e tornano in Italia da medici apprezzatissimi.
Il test filtra, sì… ma filtra la “ volontà di autodeterminarsi “ e mortifica la realizzazione dei sogni di vita .
L’esame filtro per Medicina è diventato il simbolo di un Paese che non riesce a decidere se vuole davvero investire sul suo futuro sanitario e sul futuro dei giovani , o continuare a fingere che basti un quiz per produrre buoni medici.


Lasciate liberi i ragazzi di sognare!
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