Cerca nel blog

sabato 20 dicembre 2025

Caso ASP Messina: il "teletrasporto" del medico sindacalista. Ritorsione politica o magia burocratica?


 RADAR SANITÀ 

di AG RIZZO 

Alla ASP di Messina la fisica quantistica è finalmente realtà, infatti causa ed effetto non sono mai state così vicine. 

Basta denunciare un’anomalia in Assemblea Regionale e ,puf! , ci si ritrova materializzati a 50 chilometri di distanza. 

Protagonista involontario di questo miracolo della mobilità è Mario Macrì, anestesista e sindacalista Coas, colpevole di non aver tenuto la bocca chiusa.

La trama è da commedia all’italiana, ma senza lieto fine. 

Macrì osa puntare il dito contro gli "imboscati" parenti di politici che, invece di stare in corsia, verrebbero parcheggiati in comodi uffici amministrativi. Apriti cielo. 


Meno di 24 ore dopo che il deputato Ismaele La Vardera porta il caso (e il nome di Macrì) in Aula, scatta il trasferimento lampo al nosocomio di Milazzo. "Coincidenze", direbbero i poeti. "Ritorsione in purezza", tuona invece La Vardera, che parla di metodo punitivo degno di altri tempi e sospende i lavori sulla Finanziaria per correre al capezzale del diritto sindacale.


Ma la vicenda è talmente macroscopica da imbarazzare persino i "compagni di banco" della maggioranza. A rompere il silenzio istituzionale ci pensa Tommaso Calderone, deputato nazionale di Forza Italia, che non usa mezzi termini. 

Calderone si dice "incredulo" e parla di "viva preoccupazione". La sua nota è una stoccata diplomatica ma letale: «Qualora le circostanze denunciate trovassero conferma, ci troveremmo di fronte a un episodio di particolare gravità... che sembrerebbe riconducibile a un intervento estraneo alla direzione generale dell’Asp». Tradotto dal politichese: se qualcuno ha mosso le pedine dall'alto per vendetta, la cosa puzza, e parecchio. Il deputato azzurro invoca "accertamenti tempestivi" per tutelare non solo i lavoratori, ma la salute pubblica, che non dovrebbe essere ostaggio di faide di palazzo.

E l’Azienda Sanitaria? Con un colpo di teatro dell'assurdo, si dichiara estranea. Giurano che il trasferimento è "indipendente e per nulla riconducibile" alla loro volontà, minacciando querele a chi insinua il contrario. Insomma, Macrì si è trasferito a sua insaputa, o forse il fax di servizio possiede una volontà propria.


Resta la morale, amarissima: in una sanità siciliana che piange miseria e carenza di organico, si trova il tempo per giocare a scacchi con gli anestesisti. Chi alza la voce vince un biglietto sola andata per la provincia; chi tace, campa cent'anni (e magari in ufficio).

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi commentate senza volgarità

ZOLFO, PROMESSE E MACERIE

  di AG RIZZO  Opere fantasma, fondi evaporati e sanità tagliata: cronaca di un futuro sottratto alla Costa Ionica. C’è un esercizio di maso...