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sabato 13 dicembre 2025

PISTE CICLABILI: LA RIVOLUZIONE TRA LE TRANSENNE

OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ



a cura di Roberto Barbera *

Cantieri, deviazioni e caos regnano sovrani.
Le bici arrivano in città già sottosopra.
Buone intenzioni senza controllo rischiano di naufragare. 

Messina, città eternamente in fase di lavorazione, ha deciso di varare le piste ciclabili nel momento in cui era già completamente sottosopra. L’idea, in sé, sarebbe persino nobile: promuovere la mobilità sostenibile, educare al rispetto degli spazi, immaginare una città europea. Le piste ciclabili sono arrivate mentre strade, marciapiedi e viabilità ordinaria erano già ostaggio di cantieri, transenne e deviazioni creative. Un contesto ideale, si dirà, per lanciare una rivoluzione culturale. Peccato che le rivoluzioni, per funzionare, richiedano almeno un minimo di ordine. Qui, invece, si è pensato di innestare comportamenti virtuosi in un ambiente strutturalmente incivile, confidando nella buona volontà di automobilisti, motociclisti e pedoni. Il risultato è prevedibile. Le piste ciclabili vengono invase, ignorate, scambiate per parcheggi temporanei o corsie di emergenza dell’anarchia quotidiana. 

E qui entra in scena il grande assente: il controllo. I vigili urbani, figure ormai mitologiche, compaiono raramente e mai dove servirebbero davvero. Senza regole fatte rispettare, l’educazione civica resta una preghiera laica. Forse sarebbe stato più saggio attendere la fine dei lavori, restituire alla città una parvenza di normalità e solo allora introdurre le piste ciclabili, accompagnandole a una presenza costante delle istituzioni sul territorio. Perché la civiltà non nasce per decreto, né si improvvisa tra un cantiere e l’altro. Senza tutela dell’ordine, ogni buona idea rischia di diventare l’ennesima occasione persa. E Messina, in questo, vanta una lunga e rispettabile tradizione.

* Transport Planner 
Analista di traffici stradali e di sistemi di trasporto pubblico.

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