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domenica 28 dicembre 2025

L'EUROPA IN SALDO: COMPRI DUE VETI, PAGHI ZERO FUTURO

 OBLÒ




Giorgia Meloni sogna un’Unione leggera, innocua e soprattutto indecisa: niente esercito, niente ministri, molte casse aperte. Un’Europa che non fa politica ma promozioni, forte coi sussidi e debole con la storia. 


Vi è una coerenza quasi dandy nell’idea di Europa che Giorgia Meloni sembra coltivare: un’Unione che rinuncia alla forza per non doversi assumere il peso della responsabilità. Un’Europa elegante nella propria inazione, paralizzata da un diritto di veto difeso come fosse una virtù morale, ostinatamente contraria alle decisioni a maggioranza, perché decidere — si sa — espone sempre al rischio di avere torto.

Il rifiuto di una riforma istituzionale che introduca veri ministri europei degli Esteri, del Bilancio, della Concorrenza, e persino di un esercito comune con un proprio ministro della Difesa, complyeta questo ritratto dell’impotenza scelta. Un’Unione senza voce, senza muscoli e senza portafoglio non è una potenza: è un ufficio amministrativo con ambizioni da notaio.

L’Europa che Meloni sembra desiderare non è una comunità politica, ma una mera espressione geografica; al massimo, un supermercato della grande distribuzione, dove si acquistano beni comuni a prezzi scontati per i soci aderenti. Peccato che di supermercati il mondo sia pieno, e che molti non sopravvivano alla concorrenza. 

Se tutto si riduce alla scontistica, perché mai un acquirente italiano, francese o tedesco dovrebbe fare la spesa nel supermercato europeo, quando quello americano o turco , libero da tutele sanitarie, garanzie e diritti , può offrire prezzi assai più bassi? Il portafoglio, raramente, conosce il patriottismo.

Così il supermercato Europa rischia il fallimento, e l’“Italietta” il ritorno a una marginalità servile, buona solo a fornire manodopera alle fucine altrui. Un’idea di mondo che piace anche a Donald Trump: un’Europa debole, divisa e dipendente. Il problema è che, senza una scelta di forza e di unità, l’alternativa non è la pace, ma l’irrilevanza. E quella, per quanto elegante, non ha mai salvato nessuno.

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