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sabato 13 dicembre 2025

POLPETTE ALLA MEDITERRANEA

 


POLPETTE ALLA MEDITERRANEA



C’è chi cerca l’unità europea nei trattati, e chi — più saggiamente — nelle polpette. Vi presento dunque un piatto che fa da ambasciatore gastronomico: un piccolo congresso mediterraneo dove basilico, limone e pomodoro si stringono la mano senza bisogno di interpreti. Sono polpette morbide, quasi diplomatiche: cedono al primo assaggio come certe promesse estive, ma con più dignità. Nel fondo di cottura — denso, profumato, irresistibile — si compie poi il rito supremo della scarpetta, quell’atto liturgico che unisce popoli, culture e tovaglie macchiate.

Condividerle idealmente con greci e spagnoli è naturale: il Mediterraneo è grande, ma davanti a un buon sugo siamo tutti vicini di casa.

 Ingredienti

Prendete 500 g di carne macinata mista — bovina e suina, che già litigano tra loro ma poi si riconciliano in padella — e tre uova, che in cucina sono come gli amici veri: quando tutto crolla, loro tengono insieme le cose.

Aggiungete 50 g di pangrattato, 100 g di primo sale grattugiato e, se vi sembra troppo, ricordate che anche l’equilibrio gastronomico ha le sue eccezioni.

Poi servono 500 g di cipolle rosse (meglio molte, perché alla fine qualcuna piange sempre), 100 g di olive verdi snocciolate, 50 g di capperi sottosale che sanno più di mare di qualsiasi poesia estiva, un po’ di farina 00, olio extravergine d’oliva, un bicchiere di vino rosso, sale, peperoncino, rosmarino e salvia.

Se qualcuno obietta sulla quantità, potete rispondere: «Questi sono i miei ingredienti, e se non vi piacciono… ne ho altri».

 Procedimento

Impastate in una ciotola la carne, le uova, il primo sale e il pangrattato. 

Formate piccole sfere e fatele rotolare nella farina come turisti sulla spiaggia.

Friggetele in olio extravergine finché non diventano dorate da entrambi i lati senza esagerare. Appoggiatele su carta assorbente, perché ogni frittura ha diritto al suo momento di riflessione.

Intanto pelate e affettate le cipolle rosse a julienne: in padella, con olio, sale e peperoncino, lasciatele diventare morbide, quasi meditanti. Quando la cipolla è “matura” unite olive, capperi lavati e i rametti di salvia e rosmarino, che nella vita come in cucina servono a dare un senso di ordine.


Ora reintegrate le polpette nel consesso aromatico, coprite e lasciate insaporire per una decina di minuti. Se vi sentite particolarmente ispirati, sfumate con un bicchiere di vino rosso: produrrà un sughetto che, per morbidezza e seduzione, potrebbe essere vietato ai minori.

Chi desidera un tocco di nobiltà barocca può aggiungere pinoli e uvetta; chi invece preferisce i caratteri forti può optare per curry, curcuma e paprika.

Del resto, in cucina come nella vita, il Mediterraneo è un grande teatro: ognuno scelga la sua parte, purché la scena finisca in bellezza.

E poi, a tavola, mangiate con soddisfazione.

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