OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ
a cura di Roberto Barbera
Tra cespugli abbandonati e parcheggi abusivi, le rotonde di Messina raccontano il disordine. Un biglietto di benvenuto alla città tra ironia e incuria.
Gli automobilisti le scambiano per parcheggi, i vigili le ignorano, i cespugli le consumano: le rotonde di Messina non accolgono il traffico, lo deridono.
Un biglietto di benvenuto alla città che urla trascuratezza e ironia urbana.
Eppure basterebbero manutenzione, sorveglianza e un minimo di progettazione intelligente per trasformarle in strumenti di viabilità e decoro.
Le rotonde sono lì, integrate in piazze e snodi strategici, ma spesso sono semplici spazi lasciati a se stessi. Via Europa è l’esempio più eclatante: parcheggi abusivi ogni giorno, nessun vigile all’orizzonte. Altrove in Italia, con segnaletica chiara, manutenzione regolare e dissuasori efficaci, funzionano davvero. Qui, invece, diventano teatri involontari del caos, dove il cittadino impara a convivere con l’ironia involontaria di una città che promette ordine e offre disordine.

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