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sabato 7 febbraio 2026

ZOLFO, PROMESSE E MACERIE

 


di AG RIZZO 

Opere fantasma, fondi evaporati e sanità tagliata: cronaca di un futuro sottratto alla Costa Ionica.


C’è un esercizio di masochismo che ogni messinese pratica da un quarto di secolo: guardare i vicini. A sud, Catania con metro, aeroporto e industrie. A ovest, Palermo rifatta tra tram e pedonalizzazioni. E Messina? La sua provincia? La Costa Ionica, splendida e maledetta, mostra cantieri eterni, transenne rugginose e progetti ammuffiti nei cassetti.

Negli ultimi 25 anni la Sicilia ha praticato un cannibalismo geografico: fondi europei e CIPE sono scivolati verso le città politicamente più forti.

 A Messina è rimasto l’osso del Ponte, buono per i talk show, inutile per vivere oggi. 

Il caso simbolo è Alì Terme. Nel 1998 il CIPE finanziò lo svincolo A18. I soldi c’erano, veri. Poi sparirono nel triangolo delle Bermude burocratiche tra Regione e CAS: perenzione, rimodulazioni, buchi tappati altrove. Risultato: auto che sfrecciano sopra le teste e cittadini bloccati sotto. 

Ancora più amaro il PRUSST “Area delle Terme”: progetto approvato, mai finanziato. Una pacca sulla spalla e portafoglio chiuso. I Comuni hanno speso, i privati sperato, lo Stato è svanito.

Ma il colpo finale è alla salute. Alì Terme siede su acque sulfuree che farebbero invidia a Budapest. Eppure le storiche Terme Granata-Cassibile sono chiuse, le altre soffocate dai tagli ai LEA. 

Le cure termali sono un diritto sanitario, non un lusso, ma i tetti di spesa finiscono a metà stagione. Settembre arriva e il paziente si sente dire: “I fondi sono finiti. Paghi”.
Non è un incidente: è un boicottaggio sistemico. 
Meno cure, meno pazienti, alberghi vuoti, destagionalizzazione morta in culla. 

Responsabilità chiare: governi regionali distratti, CAS tragicomico, sanità che tratta il termalismo come un figlio minore, ignorando che ogni euro speso alle terme ne risparmia tre in farmaci.

Alì Terme oggi è sotto assedio: non ci arrivi bene e, se arrivi, rischi di non poterti curare. 
È la tempesta perfetta.
E mentre a Palermo si inaugurano ZTL, sulla costa ionica restano l’odore dello zolfo e l’amarezza di chi sa di essere stato derubato del futuro. ( AG Rizzo)

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