20 anni di stipendi al palo (e … il sarcasmo è l’unico ammortizzatore sociale rimasto).
In Italia festeggiamo un record assoluto:
Siamo la locomotiva salariale più “efficacemente ferma” del continente europeo .
Da vent’anni a questa parte ,per molti giovani e lavoratori , lo sforzo rimane lo stesso, ma il portafogli si è prosciugato.
Secondo l’ultimo dato disponibile, il reddito reale medio delle famiglie nell’Unione Europea è aumentato di circa il 22% nei vent’anni tra 2004 e 2024.
In Italia, invece, nello stesso intervallo il reddito reale delle famiglie è sceso del 4% — e soltanto la Grecia fa peggio.
Mettendo a confronto l’Italia con economie “benchmark”: in Germania il reddito reale , e dunque il benessere famigliare , è salito di molto, tanto che il salario medio di un lavoratore tedesco oggi supera di migliaia di euro quello di un collega italiano.
Stessa storia in Francia: crescita impetuosa, mentre in Italia si naviga a vista.
E se lo stipendio cresce, ma l’inflazione e il costo della vita volano, che cosa resta?
Poco o nulla.
I salari reali in Italia , ovvero quanto resta dopo aver tenuto conto di prezzi e inflazione , languono.
Secondo l’OECD ( organizzazione per lo sviluppo economico) l’Italia, tra le grandi economie, ha registrato «il calo più significativo» dei salari reali negli ultimi 5 anni, diversanente quanto detto dalla narrazione della politica .
Quanto al cuneo fiscale , la tassa occulta sul lavoro , l’Italia è spesso in cima alle classifiche UE: un lavoratore italiano “vale” meno di quanto costa allo Stato/Datore di lavoro.
Se fossimo in Borsa, l’Italia sarebbe da junk-bond (rating SPAZZATURA ) .
I numeri raccontano di famiglie impoverite, giovani costretti ad accettare lavori precari o stipendi da fame, micro imprenditori che non possono scommettere su nulla.
Eppure si continua a sentir dire che “il Paese cresce”.
Il Costo Umano e Sociale é dietro ogni punto percentuale di crescita mancata , laddove un sogno é rinviato . Come quel mutuo che non si potrà più chiedere; quel figlio che non potrà studiare all’estero; quel progetto imprenditoriale che si chiude prima di nascere.
Per chi lavora onestamente, si sacrifica, ma alla fine vede il proprio stipendio e il proprio potere d’acquisto erosi come sabbia al vento.
La stagnazione salariale in Italia non è un incidente di percorso. È una malattia cronica, curata con l’aspirina delle promesse e la polvere delle dichiarazioni, mentre la sostanza economica resta immobile e depressa.

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