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venerdì 5 dicembre 2025

L’Europa vola , l’Italia arranca con stipendi da fame . 20 anni di stipendi al palo (e … il sarcasmo è l’unico ammortizzatore sociale rimasto).

 20 anni di stipendi al palo (e … il sarcasmo è l’unico ammortizzatore sociale rimasto).


In Italia festeggiamo un record assoluto:

Siamo  la locomotiva salariale più “efficacemente ferma” del continente europeo . 

Da vent’anni  a questa parte ,per molti giovani e lavoratori , lo sforzo rimane lo stesso, ma il portafogli si è prosciugato.

Secondo l’ultimo dato disponibile, il reddito reale medio delle famiglie nell’Unione Europea è aumentato di circa il 22% nei vent’anni tra 2004 e 2024.  

In Italia, invece, nello stesso intervallo il reddito reale delle famiglie è sceso del 4% — e soltanto la Grecia fa peggio.  


Mettendo a confronto l’Italia con economie “benchmark”: in Germania il reddito reale , e dunque il benessere famigliare , è salito di molto, tanto che il salario medio di un lavoratore tedesco oggi supera di migliaia di euro quello di un collega italiano.  

Stessa storia in Francia: crescita impetuosa, mentre in Italia si naviga a vista.  


E se lo stipendio cresce, ma l’inflazione e il costo della vita volano, che cosa resta? 

Poco o nulla. 

I salari reali in Italia , ovvero quanto resta dopo aver tenuto conto di prezzi e inflazione , languono. 

Secondo  l’OECD ( organizzazione per lo sviluppo economico)  l’Italia, tra le grandi economie, ha registrato «il calo più significativo» dei salari reali negli ultimi 5 anni, diversanente quanto detto dalla narrazione della politica . 


Quanto al cuneo fiscale , la tassa occulta sul lavoro , l’Italia è spesso in cima alle classifiche UE: un lavoratore italiano “vale” meno di quanto costa allo Stato/Datore di lavoro.  

Se fossimo in Borsa, l’Italia sarebbe da junk-bond (rating SPAZZATURA ) . 

I numeri raccontano di famiglie impoverite, giovani costretti ad accettare lavori precari o stipendi da fame, micro imprenditori che non possono scommettere su nulla. 

Eppure si continua a sentir dire che “il Paese cresce”.


Il Costo Umano e Sociale é  dietro ogni punto percentuale di crescita mancata , laddove  un sogno é rinviato . Come quel mutuo che non si potrà più chiedere; quel figlio che non potrà studiare all’estero; quel progetto imprenditoriale che si chiude prima di nascere.


Per chi lavora onestamente, si sacrifica, ma alla fine vede il proprio stipendio e il proprio potere d’acquisto erosi come sabbia al vento.

La stagnazione salariale in Italia non è un incidente di percorso. È una malattia cronica, curata con l’aspirina delle promesse e la polvere delle dichiarazioni, mentre la sostanza economica resta immobile e depressa. 


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