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giovedì 4 dicembre 2025

MESSINA TRA GIOCHE E ALLEANZE

 MESSINA TRA GIOCHI E ALLEANZE 

A Messina, città dei due mari, si respira già l’aria elettrica della campagna elettorale.Liste che cambiano, alleanze lampo e ingressi mirati precedono l’inizio ufficiale del “campionato” politico.

1. Cateno De Luca accelera, deciso a chiudere i giochi prima che i suoi avversari abbiano il tempo di reagire. Manovra come un prestigiatore la corsa agli acquisti. Arruola Maria Fernanda Gervasi e altri volti noti, sperando che portino voti concreti. Spoiler: molti cercano solo visibilità e rampa di lancio personale. Così il Sindaco Federico Basile, che a nostro avviso avrebbe molte chance di suo perchè ha governato bene,  rafforza l’apparenza, mentre la sostanza resta sospesa tra promesse e scenografie.

2. Il centrodestra è un'araba Fenice. Buona parte di esso sta con il sindaco uscente, ma tra ingressi minori e vecchie rivalità spuntano guastafeste e ambizioni personali. Tommaso Calderone, avvocato, deputato alla Camera per Forza Italia, di Barcellona Pozzo di Gotto, osserva da outsider, pronto a candidardi per intercettare voti un tempo fedeli a Francantonio Genovese: potrebbe diventare la sorpresa del torneo elettorale.

3.  Se il centrosinistra farà le primarie, il duello sarà tra Gino Sturniolo e Felice Calabrò. Oppure un “Papa straniero”: si sussurra il costituzionalista Michele Ainis, forse un lusso eccessivo per una città che l’Istat fotografa come semianalfabeta, con il 60% incapace di andare oltre un titolo di giornale. Con le regole attuali il Pd non decide nulla: saranno gli esterni, manovrati da Genovese (?), a scegliere il candidato. Ancora una volta il centrosinistra resta in balìa di antichi fantasmi. Sturniolo appare favorito; il Pd si “accorinterà” e i Cinque Stelle occuperanno il campo largo. I dem, come sempre, si costruiscono regole perfette per inciampare.

4. Come in ogni campionato che si rispetti ci sono i castigamatti; a Messina, invece, spuntano i guastafeste. Dafne Musolino sfida De Luca, ma la salita è ripida. E poi c’è Gaetano Sciacca, passato dai Cinque Stelle al civismo, con la nuova sigla “Movimento 3S”: non il noto modello di scarpa antinfortunistica, ma un ennesimo soggetto politico di cui, pare, si sentiva il bisogno. Ecco cavalli e scuderie ai blocchi di partenza: politicaglia che allontanerà ancor più gli elettori dalle urne, con astensione prevista oltre il 50%. I politici gongoleranno: liberi dalla fatica di convincere gli indecisi, potranno spararla grossa ai tifosi e parlar male degli avversari. 

Come diceva Arbore: meno siamo, meglio stiamo. E la democrazia? Chissenefrega.

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