CORSIVO
La leader dell'AfD vuole "rimpatriare" chi non è nato in Germania: sua moglie è nata a Colombo. La coerenza, evidentemente, si ferma sulla soglia del proprio letto matrimoniale.
Alice Weidel guida l'Alternative für Deutschland, la formazione che dal 2013 promette ai tedeschi la restaurazione della famiglia "padre-madre-figli" e la remigrazione di massa di chiunque non sia nato dove si conviene, e lo fa dal salotto di una casa in Svizzera, accanto a una moglie di origini srilankesi. Non è ipocrisia nel senso volgare del termine, quella è roba da dilettanti: è una vera e propria contabilità a doppio binario, dove i princìpi valgono per gli elettori e le eccezioni per sé stessi. Weidel non applica il programma, lo esibisce come un soprabito da sfoggiare in pubblico e lasciare all'attaccapanni tornando a casa.
Il trucco, che gli studiosi chiamano omonazionalismo e che qui si potrebbe più brutalmente chiamare "arraffare e dividere", funziona così: prendi una libertà conquistata a fatica - sposare chi ami, essere chi sei - e la trasformi in un lasciapassare che concedi a te stessa e neghi a chiunque assomigli meno a te. Weidel ama una donna arrivata da lontano e la definisce famiglia; un operaio siriano arrivato a Dresda con moglie e figli, per l'AfD, è un'emergenza da respingere. La differenza tra i due casi non sta nei principi, che restano immutabili sulla carta, ma nel cognome: Weidel, appunto, contro tutti gli altri.
E allora la domanda non è più accademica, è quasi imbarazzante nella sua semplicità: se il rimpatrio vale per gli stranieri, perché non comincia da chi in Germania non vive nemmeno, e ha sposato all'estero ciò che a casa propria vorrebbe espellere? Weidel non risponderà, naturalmente: le contraddizioni più comode sono quelle che non richiedono mai una replica, solo un buon avvocato e una maggioranza di elettori disposti a non fare la domanda giusta. 💪
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RispondiEliminaRiepilogando: Weidel si dice per la famiglia tradizionale, contro gli omosessuali e gli emigranti, e lei è lesbica dichiarata, ha una moglie skrilankese e vive all' estero, Putin si dichiara contro i " nazisti" ucraini, ma plaude ai nazisti tedeschi, e questi ultimi affermano che Hitler era... comunista. Il cerchio si chiude.
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