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martedì 22 settembre 2026

NON CHI C'È IN CLASSE, MA CHI NON C'È PIÙ

 

di Anna Lombardo 

A Messina il vero allarme non sono i banchi affollati di stranieri, ma quelli vuoti di italiani che evadono l'obbligo.



Il dibattito nazionale sul tetto agli alunni stranieri per classe, rilanciato da Palazzo Chigi dopo il meeting di Rimini, arriva nella provincia di Messina con un timing sbagliato. Qui il problema non è chi affolla le aule, ma chi ne è già uscito. I dati del monitoraggio dell'Ufficio Scolastico Regionale mostrano che Messina ha l'indice di dispersione scolastica più basso della Sicilia alle medie, 1,09 contro il 3,49 di Agrigento, ma alle superiori sale al 6,53: quasi ventimila casi segnalati in tutta l'Isola, su oltre duecentomila iscritti. È lì, tra i quattordici e i diciannove anni, nei paesi della provincia non meno che nel capoluogo, che si aprono i vuoti veri.


Quanto ai numeri che alimentano la polemica sul "tetto", vanno ridimensionati: nel Mezzogiorno e nelle Isole gli alunni con cittadinanza non italiana pesano circa il 4-5% degli iscritti, contro una media nazionale sopra l'11%. Messina conta oggi poco più di 75mila alunni; gli stranieri, già nel 2021/22, non arrivavano a quattromila unità distribuite sui quattro ordini di scuola. Un tetto per classe, in questo contesto, interverrebbe su un fenomeno statisticamente marginale, lasciando del tutto intatto quello reale: l'obbligo scolastico che si sfilaccia senza controllo, tra osservatori provinciali che seguono a fatica territori vasti, e piccoli comuni dove l'assenza da scuola, semplicemente, non la segnala più nessuno.

Il paradosso, sul territorio, è visibile a chi lo vuole guardare. 


Le famiglie straniere iscrivono i figli, chiedono percorsi di seconda lingua, cercano proprio quell'inclusione nella realtà italiana che la scuola pubblica promette; sono spesso, al contrario, le famiglie italiane più fragili, prive di alternative economiche o culturali, a lasciare che i ragazzi evadano, verso lavori in nero, verso l'altrove, verso il nulla. Un tetto amministrativo non tocca questo scarto, non lo misura, non lo racconta. La scuola resta, come ricorda il Presidente della Repubblica, l'istituzione di tutti: proprio per questo dovrebbe misurarsi anzitutto con chi manca, prima che con chi, semplicemente, c'è. 

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