600 mila denunce di infortunio in un anno. La sicurezza sul lavoro non può cominciare il giorno dopo l’incidente.
La Relazione annuale dell’INAIL, presentata alla Camera il 22 settembre, fotografa il 2025: circa 600 mila denunce di infortunio, +1,2% sul 2024. Le denunce con esito mortale sono state 1.198, in diminuzione del 3,3%; quasi il 60% dei decessi della gestione Industria e servizi si concentra in costruzioni, manifatturiero e trasporti.
C’è poi un numero meno visibile ma impressionante: 98.312 denunce di malattia professionale, +11,3%, il valore più alto degli ultimi 26 anni. L’INAIL precisa correttamente che l’aumento può riflettere anche una migliore emersione dei casi, non necessariamente un peggioramento equivalente delle condizioni di lavoro.
La sicurezza, insomma, migliora quando prevenzione, formazione, controlli e tecnologia funzionano prima dell’incidente. Il minuto di silenzio dopo è rispettoso; il dispositivo di sicurezza prima è decisamente più utile.
Per discuterne: dove servirebbe investire di più: controlli, formazione, tecnologia, responsabilità negli appalti o incentivi alle imprese virtuose?
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