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venerdì 18 settembre 2026

HENDRIX, IL FUOCO CHE IL TEMPO NON SPEGNE



 Da “Foxy Lady” consumata sul piatto di un giradischi al fuoco vivo del Miami Pop Festival: memoria di un suono che, quasi sessant’anni dopo, brucia ancora.


Storia. Per chi è nato dopo il 18 settembre 1970, Jimi Hendrix è una leggenda conosciuta attraverso dischi e filmati. Io, invece, lo ricordo in vita, all’apice del suo splendore. Quando nel 1967 arrivò “Foxy Lady”, finii per immolarla letteralmente sul piatto del mio giradischi, tante furono le volte che vi lasciai cadere la puntina. Hendrix era giunto a Londra l’anno prima, scoperto da Chas Chandler, e con Noel Redding e Mitch Mitchell aveva formato la Jimi Hendrix Experience. In pochi mesi trasformò la chitarra elettrica da semplice strumento in una sorgente inesauribile di suoni. “Foxy Lady”, inclusa nel folgorante Are You Experienced, fu una delle prime avvisaglie della rivoluzione.


Discografia. La parabola discografica vissuta da Hendrix fu brevissima: Are You Experienced e Axis: Bold as Love nel 1967, Electric Ladyland nel 1968 e Band of Gypsys nel 1970. Poi la morte, a soli ventisette anni. Ma Hendrix aveva registrato moltissimo e la sua discografia postuma è diventata quasi sterminata: da The Cry of Love e Rainbow Bridge fino ai più recenti recuperi di nastri inediti. Un flusso che non si è praticamente mai interrotto e che ha permesso alle generazioni successive di conoscerlo quasi come un artista ancora presente. Non sempre le pubblicazioni postume hanno avuto uguale valore, ma nel loro insieme testimoniano una creatività febbrile che la morte lasciò drammaticamente incompiuta.

Esegesi. Nel video del Miami Pop Festival del 1968, “Foxey Lady” permette di capire ciò che il disco poteva soltanto suggerire. Hendrix fa vibrare la nota iniziale, la sporca di feedback e armonici e poi libera quel riff che sembra avanzare fisicamente verso chi ascolta. Redding tiene il basso ancorato alla terra, Mitchell frantuma il tempo con la sua batteria, mentre voce e Stratocaster diventano una cosa sola. È musica sensuale, carnale, fatta di bending, distorsioni, pause e improvvise accelerazioni. Oggi sappiamo che Hendrix rivoluzionò il linguaggio della chitarra elettrica; allora non avevamo bisogno di saperlo. Bastava ascoltare. Qualcosa di mai sentito prima stava accadendo. E noi c’eravamo.


https://www.youtube.com/watch?v=_PVjcIO4MT4

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