Prezzi industriali +10,9%. Tolta l’energia, +3,3%. A volte basta togliere una parola per capire quasi tutto il problema.
Il dato pubblicato ieri dall’Istat merita attenzione: ad agosto i prezzi alla produzione industriale sono aumentati del 10,9% in un anno e del 2,4% rispetto a luglio. Sul mercato interno l’aumento annuo arriva al 13,5%.
Ma togliendo l’energia il quadro cambia radicalmente: +3,3%. La fornitura di elettricità e gas registra invece +26,3% e i prodotti petroliferi raffinati +72,6% sul mercato interno. Anche costruire strade e ferrovie costa il 5,7% in più rispetto a un anno prima.
L’Ufficio parlamentare di bilancio ha ricordato il 29 settembre un problema ancora più strutturale: tra il 1996 e il 2025 la crescita media italiana è rimasta inferiore a quella europea e nei prossimi anni il potenziale produttivo dovrà essere sostenuto soprattutto da investimenti innovativi.
Il conto dell’energia, dunque, non arriva soltanto nella cassetta della posta: entra nei costi dell’impresa e prima o poi prova a sedersi anche sullo scontrino.
Fonti: Istat — Prezzi alla produzione, agosto 2026; UPB — Audizione su PIL, investimenti e competitività, 29 settembre; Istat — dati economici aggiornati.
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