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giovedì 3 settembre 2026

L'OMBRELLO DI SCHLEIN

 CORSIVO


C’è un modo molto italiano di stare dalla parte dell’aggredito: raccomandargli moderazione. Se poi l’aggressore dispone di missili, droni e qualche centinaio di migliaia di uomini, tanto meglio. Elly Schlein è dunque con l’Ucraina. Fermamente. Incrollabilmente. Purché, s’intende, non si esageri con quella mania un po’ militarista degli ucraini di voler sopravvivere. A Bruxelles, intanto, i Socialisti e Democratici - famiglia europea nella quale il Pd risulta tuttora iscritto, salvo errore dell’anagrafe -  chiedono più difesa aerea, più munizioni e perfino strumenti d’attacco a lungo raggio. Una posizione curiosamente concreta: se Putin bombarda, occorre qualcosa con cui impedirglielo.

Al Nazareno la faccenda è più spirituale.

Qui si è per Kyjiv, ma contro l’escalation; per la sicurezza europea, ma contro il riarmo; per la resistenza ucraina, ma con una certa diffidenza verso gli strumenti normalmente adoperati per resistere. È il pacifismo omeopatico: curare i missili con tracce infinitesimali di solidarietà. Naturalmente c’è il campo largo. E un campo, per essere largo, deve contenere tutto: gli atlantisti, i post-atlantisti, i pacifisti, i putiniani involontari, quelli volontari ma discreti, gli estimatori del dialogo purché a dialogare sia sempre l’altro mentre viene bombardato. La segretaria deve tenere insieme questa arca di Noè geopolitica. Impresa ammirevole. Il problema, infatti, non è più stabilire se Putin sia simpatico. Persino certi suoi antichi ammiratori hanno smesso di collezionarne le fotografie. Il problema è capire se un continente possa affidare la propria sicurezza alla speranza che il Cremlino, prima o poi, si annoi.

Schlein propone dialogo e diplomazia. Benissimo. Anche il citofono è uno strumento di dialogo. Ma se uno sta sfondando la porta, prima di domandargli educatamente chi è conviene forse mettere il chiavistello. Ed eccoci al capolavoro: il Pd europeo vuole rafforzare militarmente l’Ucraina; il Pd italiano teme il riarmo. Dev’essere l’Europa a geometria variabile: socialista a Bruxelles, francescana a Roma. Con l’Ucraina, dunque. Ma senza armi. Come dire: siamo con l’ombrello, però contro l’apertura quando piove. 💪


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