Il cuore non legge le pubblicità degli integratori. Pressione, movimento, fumo, colesterolo e glicemia invece li conosce benissimo.
La Giornata mondiale del cuore del 29 settembre lascia un messaggio assai meno spettacolare delle promesse che circolano sui social: le malattie cardiovascolari rimangono la prima causa di morte in Italia, nell’Unione europea e nel mondo, ma una quota importante degli eventi prematuri è prevenibile.
I principali bersagli sono conosciuti: fumo, sedentarietà, alimentazione inadeguata, obesità, ipertensione, dislipidemie e diabete. Il Ministero ricorda che intervenire sugli stili di vita e identificare precocemente le persone a rischio può prevenire una parte consistente della mortalità cardiovascolare prematura.
E quando avviene un arresto cardiaco il tempo conta: le linee guida nazionali 2026 ribadiscono l’importanza della rianimazione immediata e dell’uso precoce del defibrillatore.
Insomma, il programma anti-aging più documentato continua ad avere un marketing terribile: camminare, non fumare, mangiare decentemente e controllare pressione, glicemia e lipidi.
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