Non esiste la pillola che impedisce di invecchiare. Esiste però una prevenzione che merita di cominciare molto prima della diagnosi.
Una settimana fa il Ministero della Salute ha dedicato la Giornata mondiale dell’Alzheimer alla costruzione del nuovo Piano Nazionale Demenze, riunendo istituzioni, Regioni, professionisti e associazioni dei familiari.
La dimensione del problema spiega perché: le stime ministeriali indicano in Italia circa 1,2 milioni di persone con demenza, oltre la metà affette da Alzheimer, e quasi 900 mila con disturbo neurocognitivo minore. Considerando anche i familiari impegnati nell’assistenza, il fenomeno coinvolge direttamente circa sei milioni di persone.
La prevenzione non promette immunità. Ma attività fisica, controllo della pressione e dei fattori metabolici, astensione dal fumo, relazioni sociali e corretti stili di vita appartengono alla strategia di riduzione del rischio. Il nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 ha inoltre ricevuto 50 milioni aggiuntivi per il 2026 e rafforza programmi e indicatori comuni tra Regioni.
Il cervello non possiede il tasto “anti-aging” che piace tanto alla pubblicità. Possiede però fattori di rischio sui quali possiamo lavorare.
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