Settembre non è più il mese in cui il turismo chiude. Forse è il momento che anche i servizi se ne accorgano.
Il turismo italiano sta cambiando calendario. Secondo il Ministero del Turismo, tra giugno e agosto 2026 sono state registrate oltre 276 milioni di presenze e 72,4 milioni di arrivi, entrambi circa il 2% sopra il 2025. Gli stranieri crescono del 2,3% nelle presenze e anche settembre mantiene un tasso di saturazione delle strutture offerte online del 56,2%.
Interessante soprattutto il dato dei piccoli comuni: nei primi sette mesi gli arrivi sono aumentati del 5,6% e le presenze del 4,4%. La Sicilia, con una saturazione estiva del 65,6%, figura fra le regioni sopra la media nazionale.
Un’indagine Confturismo-SWG stimava inoltre 10 milioni di italiani in viaggio a settembre, con mare ancora primo nelle preferenze, davanti a città d’arte e montagna.
La destagionalizzazione, quindi, comincia a essere qualcosa di più di una parola da convegno. Ma il turista che arriva a ottobre pretende esattamente ciò che pretende ad agosto: trasporti, ristoranti, musei, servizi e strutture aperte. Il clima può allungare la stagione; la serranda abbassata la accorcia immediatamente.
Fonti: Ministero del Turismo — dati estate 2026; Ministero del Turismo — bilancia turistica e dati Banca d'Italia; ANSA/Confturismo-SWG, 29 agosto 2026.
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