Un miliardo in più di energia per le imprese. Il PIL non legge i comunicati stampa: legge le bollette.
La crescita italiana continua a muoversi con passo prudente mentre l’energia torna a pesare. Confcommercio stima per le imprese circa un miliardo di euro di maggiori costi energetici nella seconda metà del 2026 e, in uno scenario di prezzi persistentemente elevati, prospetta per il 2027 un’inflazione fino al 3,7% e una crescita limitata allo 0,6%. Sono scenari, non profezie: distinzione essenziale.
Le stime disponibili, peraltro, non coincidono: l’OCSE aveva previsto a giugno una crescita italiana dello 0,5% nel 2026, mentre ING, dopo i dati del secondo trimestre, indicava una media annua dello 0,9%.
Morale:
l’economia non si governa scegliendo la previsione più simpatica. Energia, produttività, salari reali e competitività restano le variabili da osservare. Il PIL, purtroppo, non cresce mettendogli parole incoraggianti vicino.
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