Roma cancella il bollo per milioni di veicoli e promette di compensare le Regioni. Intanto sulle A18 e A20 servono miliardi. L’allarme sollevato da Pippo Lombardo nasce da una prescrizione del Mit.
C’è una curiosa coincidenza. Il governo Meloni ha deciso che dal 2027 il bollo sparirà per le auto fino a 80 kW e per i motoveicoli, con l’esenzione limitata a un veicolo per cittadino. Quasi nello stesso momento il ministero delle Infrastrutture avverte il Cas: sulla A18 Messina-Catania e sulla A20 Messina-Palermo occorrono interventi urgenti, altrimenti bisognerà valutare l’interdizione al traffico. Il bollo, va precisato, non serve a riempire le buche. È una tassa sul possesso del veicolo, non un’imposta di scopo destinata alle strade. In Sicilia, però, dal 2016 la tassa automobilistica è regionale. Il suo gettito entra dunque nelle finanze dell’Isola.
Se Roma lo cancella, la domanda è inevitabile: chi mette i soldi che vengono meno? Il governo valuta in circa 2,3 miliardi il costo nazionale della misura e prevede la copertura statale. Per la Sicilia il punto decisivo sarà semplice: quanto verrà compensato e con quale certezza negli anni. La domanda pesa ancora di più guardando alle autostrade. La Regione ha reperito 32,5 milioni per gli interventi urgenti sulle A18 e A20, ma il Mit quantifica in circa 5,5 miliardi in dieci anni il fabbisogno per l’adeguamento strutturale e funzionale della rete. Tra 32 milioni e 5 miliardi non c’è una differenza contabile. C’è una politica da costruire.
L'on. Pippo Lombardo ha portato il caso all’Ars chiedendo chiarezza sui rapporti finanziari fra Cas e Regione. È propaganda? Può esserlo il modo in cui un problema viene raccontato, non il documento che lo certifica. L’allarme non l’ha scritto Lombardo: l’ha scritto il ministero. E le carte, almeno fino a prova contraria, non fanno campagna elettorale. Se Roma compenserà integralmente il mancato gettito, cambierà la provenienza del denaro, non il problema. Se la compensazione sarà insufficiente, i margini regionali si restringeranno. Servono risorse pluriennali certe, priorità, scadenze e lavori verificabili. Meloni può togliere il bollo, Schifani ottenere il ristoro e Lombardo convocare una commissione. Ma c’è una tassa che nessun decreto abolisce: quella che paghiamo quando la manutenzione arriva tardi. ♓
Nessun commento:
Posta un commento
Puoi commentate senza volgarità