Tom Waits nasce nel 1949 in California. Luogo adatto a fabbricare illusioni. Lui, invece, preferisce fabbricare disincanto.
Fa il cantautore, il compositore, l’attore. In sostanza: racconta storie. Non quelle edificanti. Quelle vere, che di solito si tengono lontane dalla buona educazione. Negli anni Settanta canta di bar, insonnia e amori che finiscono prima di cominciare. Sembra un pianista capitato lì per sbaglio e rimasto per necessità.
La voce non è bella. È convincente. Pare passata su carta vetrata e poi lasciata sotto la pioggia. Non seduce: persuade.
Negli anni Ottanta cambia musica. Letteralmente. Abbandona le mezze tinte e sceglie il ferro, la ruggine, il rumore. Fa suonare ciò che gli altri butterebbero via. È un talento raro: trasformare lo scarto in stile.
Vince premi. Entra nei templi ufficiali del rock. Ma resta un irregolare. Non appartiene alla musica di consumo: è musica che consuma.
È un artista di culto. Il che significa che non lo si ascolta per compagnia. Lo si ascolta per compagnia quando la compagnia non c’è.
Hold On
Il brano comincia con un cartello fuori città: promessa di gloria a buon mercato. L’America ama incoraggiare; mantenere è facoltativo.
Lei parte da Monte Rio “come una pallottola”. Differenza notevole: la pallottola sa dove va. Lei va in California, che è più un’idea che un luogo. Occhi di carbone, luna dorata, capelli al vento: quando il futuro è incerto, almeno l’illuminazione è buona.
Poi il consiglio: non voltarti, vai avanti, Jim. È l’antica ricetta contro i rimpianti. “Hold on” non garantisce successo. Suggerisce soltanto di restare in piedi — possibilmente tenendo la mano di qualcuno.
Hold On [Traduzione italiana]
"Hanno appeso un cartello fuori dalla città
Se sei all'altezza, non sarai dimenticato
Così, lei lasciò Monte Rio ragazzo
Proprio come una pallottola lascia un fucile
Con gli occhi color carbone e i fianchi della Monroe
Andò e fece quel viaggio in California
Beh, la luna era dorata, i suoi
capelli come il vento
lei ha detto non guardarti indietro
vai solo avanti Jim
Oh devi tenere duro, tenere duro
Devi tenere duro
Prendi la mia mano, sono proprio qui
devi tenere duro"...
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