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giovedì 26 febbraio 2026

MESSINA: IL TRAM E LA FILOSOFIA CHE VERRÀ

 


a cura di Roberto Barbera*

Un finanziamento intercettato, cantieri avviati e una città che ora deve scegliere la propria visione.

C’è da riconoscerlo con civile franchezza: l’ATM di Messina ha saputo attraversare con passo sicuro la non breve trafila ministeriale del Trasporto Rapido di Massa, presentando al MIT un progetto di riqualificazione della linea tranviaria che ha ottenuto circa 30 milioni di euro di contributo statale in conto capitale. La pratica, istruita dagli uffici tecnici dell’azienda e del Comune, è stata ammessa nell’ambito dell’avviso nazionale dedicato alle infrastrutture urbane sostenibili. Chapeau! I lavori, avviati il 17 marzo 2025, risultano formalmente in linea con il cronoprogramma. Resta tuttavia auspicabile — per amor di chiarezza più che di polemica — una rendicontazione puntuale dei SAL: percentuale effettiva delle opere eseguite, importi liquidati, somme residue e saldo finale. Le città moderne non temono i numeri; li pubblicano.

Non era affatto scritto nelle stelle. In un Paese dove i progetti talvolta si annunciano con squilli di tromba e si dissolvono con discrezione monastica, qui la competenza tecnica ha prodotto un risultato concreto. Ora, però, il merito amministrativo deve diventare responsabilità politica. Chiunque vinca le elezioni non potrà limitarsi a tagliare nastri con forbici lucenti, ma dovrà assumersi l’onere di collocare quest’opera dentro una visione coerente di città, affinché il tram non resti un episodio fortunato bensì l’incipit di una trasformazione ordinata.

Perché il punto vero non è soltanto completare una linea, ma governare la città che quella linea ridisegna. Se si guarda a Milano o Bologna, si scorgono alcuni capisaldi degni di imitazione: integrazione tariffaria autentica tra mezzi diversi; priorità semaforica e corsie protette senza esitazioni; intermodalità con parcheggi scambiatori e ciclabilità; comunicazione digitale trasparente e servizio misurabile. In una parola: sistema. Questa è la nuova filosofia di città di cui tanto si discorre e che ancora non si vede delineata con chiarezza. Senza filosofia, il tram resta un oggetto elegante che attraversa la città; con una filosofia, diventa la spina dorsale che la sostiene. E le città, come gli uomini, camminano meglio quando hanno una schiena dritta.

*Transport Planner. Analista di traffici stradali e di sistemi di trasporto pubblico.




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