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lunedì 23 febbraio 2026

AMMINISTRATIVE , NUMERI E VERITÀ


 Dopo la sfiducia al sindaco di Alì Terme , il confronto politico dovrebbe ri-partire dal consuntivo di gestione. 

Prima delle promesse, i dati: cosa è stato trovato e cosa viene lasciato.


Il metodo, volendo, qualcuno lo ha già spiegato. 

Il sindaco dimissionario di Messina, Federico Basile, ha convocato una conferenza stampa non per indulgere alla nostalgia, ma per illustrare i numeri della propria amministrazione: entrate, spese, risultati, criticità. 

Questo é un dato oggettivo che , per onestà intellettuale, va sottolineato , pur non condividendo tante altre “manifestazioni sopra le righe “ ,  da campagna elettorale . 


Prima di uscire di scena ha fatto parlare le cifre. 

Metodo inaugurato dal suo mentore, Cateno De Luca, che ha perfino auspicato che questa prassi diventi obbligo di legge: rendicontare pubblicamente prima di chiedere nuova fiducia. 

Se così parlò Zarathustra, perché i suoi epigoni aliesi dovrebbero restare afoni?


Ad Alì Terme, invece, il dibattito elettorale si è aperto con una sfiducia del sindaco Tommaso Micalizzi, ma senza quel passaggio preliminare che sarebbe stato utile alla città e allo stesso primo cittadino: un consuntivo di gestione comparato con la situazione trovata all’inizio del mandato. 


Numeri accanto a numeri. 

Per capire se si è fatto meglio o peggio. 

E, nel caso, spiegare le ragioni di eventuali peggioramenti. 

È il minimo sindacale richiesto a chi amministra. 

“Amministratore”, del resto, non è chi occupa uno scranno, ma chi gestisce e poi rende conto.


La questione non è rituale, è sostanziale. 


In un territorio dove la demografia arretra, i giovani emigrano e l’età media cresce, i bilanci non sono tabelle esoteriche ma strumenti di sopravvivenza civile. 


In un Paese che fatica a superare lo zero virgola nonostante le massicce iniezioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è lecito chiedersi cosa resterà quando l’effetto straordinario si esaurirà. 

Se i conti ordinari non sono solidi, la stagione straordinaria rischia di lasciare in eredità più fragilità: emigrazione giovanile accentuata, pressione sanitaria crescente su una comunità anziana, servizi ridotti proprio dove servirebbero di più.


Non è polemica, è grammatica istituzionale. 


Il confronto tra ciò che si è trovato e ciò che si lascia non è un atto d’accusa, ma un atto di rispetto verso i cittadini. 

Altrove si è fatto, pubblicamente, davanti ai giornalisti e ai numeri. 


Perché ad Alì Terme no? 

La politica può sopravvivere alle sconfitte; 

la credibilità amministrativa no. 


E i numeri ,silenziosi, ostinati, privi di retorica , restano l’unico linguaggio che una comunità adulta dovrebbe pretendere.

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