Signore e signori, fermate tutto e avvisate Elon Musk, perché la conquista dello spazio può attendere; il Molise ha appena conquistato il tempo.
Dopo un’attesa che ha visto l’ascesa e la caduta di imperi, due guerre mondiali e l’ ananas sulla pizza, a Carpinone è arrivato il treno.
E non un treno qualunque, ma quello elettrico a velicità fotonica (o quasi)
Per coprire i circa 10 chilometri che separano Isernia da Carpinone, il sistema ferroviario ci ha messo "solo" qualche anno di lavori e un secolo abbondante di riflessione filosofica. Se la matematica non è un’opinione (ma in Molise le opinioni contano più della gravità), siamo davanti a un progresso che viaggia alla velocità di una lumaca col colpo della strega.
L’arrivo del convoglio il 19 gennaio 2026 è stato celebrato con fuochi d’artificio e banda musicale.
Un entusiasmo comprensibile: per gli abitanti, vedere un oggetto su rotaie è un’esperienza mistica paragonabile all'avvistamento di un UFO, ma con meno probabilità di rapimento alieno (gli alieni, si sa, temono le coincidenze di Trenitalia).
Un’opera da record
La stazione era stata inaugurata nel 1897. Da allora, il concetto di "prossimamente" ha assunto sfumature epiche. I lavori di elettrificazione, partiti nel 2020, hanno richiesto sei anni per una tratta che un maratoneta della domenica coprirebbe in meno di un'ora, comprese le soste per i selfie.
"È un momento storico," dicono le autorità. Ed è vero: è talmente storico che i primi passeggeri pare abbiano trovato a bordo giornali che annunciavano l'attentato di Sarajevo.
Mentre il mondo sperimenta il teletrasporto e i treni a levitazione magnetica, il Molise si gode l'ebbrezza della corrente elettrica nei cavi. Un passo avanti gigante per l’uomo, un piccolo trotto per la Regione che, coerente con la sua natura, continua a dimostrare che per arrivare ovunque, la cosa più importante è non avere fretta.


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