Cerca nel blog

domenica 1 febbraio 2026

MANUALE PRATICO DELL'ESTREMISTA A GEOMETRIA VARIABILE


In Italia l’estremismo ha una strana elasticità: cambia significato a seconda di chi lo esercita e di dove lo esercita. A Torino, un corteo di Askatasuna può trasformarsi in guerriglia urbana e, al tempo stesso, essere raccontato come diritto di espressione. A Roma, invece, una conferenza stampa di CasaPound viene bloccata e diventa scandalo nazionale, con i deputati che occupano la sala e cantano Bella Ciao.


Così, le molotov della piazza diventano “conflitto sociale” se accompagnate da buone parole, mentre le parole pronunciate in Parlamento diventano pericolose anche se sedute e ordinate. I feriti e i blindati bruciati si riducono a note di colore, mentre le idee pronunciate in una sala istituzionale diventano subito minacce alla democrazia.
Il paradosso è evidente: la piazza è sacra quando protesta, il Parlamento è profanato quando parla. Chi invoca l’ordine lo dimentica appena conviene; chi difende la libertà di parola la chiude a chiave quando non gli piace. Non è una crisi della democrazia: è la sua rappresentazione teatrale, un rito in cui tutti recitano, ma pochi ascoltano. E in questo, va detto, siamo maestri.

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi commentate senza volgarità

ZOLFO, PROMESSE E MACERIE

  di AG RIZZO  Opere fantasma, fondi evaporati e sanità tagliata: cronaca di un futuro sottratto alla Costa Ionica. C’è un esercizio di maso...