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giovedì 14 maggio 2026

SCUOLE SICURE, AMICIZIE SORVEGLIATE



Ad Alì Terme arrivano 745 mila euro dal Ministero per mettere in sicurezza due edifici scolastici. Una buona notizia autentica. E proprio per questo merita attenzione, rigore e memoria lunga. 

Ci sono notizie che, nei piccoli Comuni del Sud, producono ancora lo stupore delle cose rare. L’arrivo di 745 mila euro nelle casse del Comune di Alì Terme appartiene a questa categoria quasi sentimentale della vita pubblica italiana: soldi veri, destinati alla messa in sicurezza delle scuole secondaria di via Santa Lucia e dell’infanzia di via Maria Teresa Federico. Non promesse, non rendering digitali, non inaugurazioni di cantieri immaginari celebrate con fascia tricolore e fotografia di gruppo. Denaro concreto, ottenuto attraverso un bando del Ministero dell’Interno e intercettato grazie al supporto tecnico-amministrativo della Città Metropolitana di Messina, che continua silenziosamente a svolgere quella funzione di supplenza burocratica senza la quale molti piccoli enti resterebbero fermi davanti alla prima schermata del portale ministeriale.

 La verità, del resto, è spesso meno epica della propaganda: difficilmente il Comune avrebbe affrontato da solo la giungla di procedure, allegati e scadenze necessarie a trasformare un’opportunità ministeriale in un finanziamento reale. Naturalmente, in Italia, ottenere il finanziamento è soltanto il primo capitolo.

 Il secondo , assai più delicato,  riguarda la distribuzione degli incarichi e la gestione concreta delle opere. Quei 745 mila euro dovranno trasformarsi in progettazioni esecutive, verifiche strutturali, direzioni dei lavori, coordinamenti per la sicurezza, collaudi. Una costellazione di figure tecniche indispensabili e legittimamente retribuite.

 È qui che comincia il tratto più tipicamente italiano della vicenda: la distanza sottile tra discrezionalità e familiarità. La legge parla di trasparenza, comparazioni, rotazioni; la realtà dei piccoli centri, invece, conserva spesso un carattere domestico, quasi parentale, dell’amministrazione pubblica. Ci si conosce da anni, si condividono relazioni, frequentazioni, antiche appartenenze. E così il rischio che gli incarichi seguano sentieri prevedibili diventa meno un’eccezione che una forma stabile di costume amministrativo.

 Da questa rubrica di DissonanzeSud.com  terremo acceso un lume discreto ma ostinato sulle procedure di affidamento, sulla loro aderenza alla legge, sulla competenza reale dei professionisti incaricati e, soprattutto, sul necessario avvicendamento dei tecnici chiamati a concorrere alla realizzazione delle opere. Perché il denaro pubblico, oltre a essere speso bene, deve anche sottrarsi alla tentazione delle consuetudini clientelari.

Resta infine la questione più importante: chi garantisce che ogni euro produca davvero sicurezza? Formalmente esistono il RUP, il direttore dei lavori, i controlli contabili, la Corte dei conti. 

Ma in Italia il controllo arriva spesso quando il sipario è già calato e il pubblico ha lasciato la sala. Nel frattempo restano i cittadini, le famiglie, gli studenti, che hanno diritto non soltanto a edifici scolastici sicuri, ma anche alla certezza che il denaro pubblico non venga lentamente assorbito da relazioni, abitudini e fedeltà sedimentate nel tempo.

 Le scuole di Alì Terme hanno bisogno di interventi reali e rapidi. E sarebbe già una piccola rivoluzione civile se, per una volta, 745 mila euro di fondi pubblici riuscissero a trasformarsi interamente in sicurezza, senza disperdersi lungo le infinite vie parallele della provincia italiana. ♓


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