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venerdì 15 maggio 2026

IL COMIZIO ELETTORALE DEL “ NULLA COSMICO “ NELLE ELEZIONI SICILIANE



 Nelle campagne elettorali amministrative siciliane,  il palco si illumina, le persone si sistemano ai bordi delle piazze , il microfono gracchia, il candidato si schiarisce la voce e i presenti capiscono  subito che assisteranno a un grande classico della politica locale: il comizio del nulla cosmico.

Non il nulla come silenzio, che almeno avrebbe una sua dignità. No, è il nulla parlato, amplificato, applaudito per cortesia. Il nulla che promette “rilancio”, “territorio”, “giovani”, “famiglie”, “sviluppo”, “legalità”, “turismo”, “ascolto” e “discontinuità”, senza mai spiegare chi farà cosa, con quali soldi, in quali tempi e con quali responsabilità.


Nelle amministrative siciliane, dove spesso si vota per scegliere chi dovrà occuparsi di strade, rifiuti, scuole, acqua, trasporti, uffici comunali, manutenzione e servizi essenziali, il comizio dovrebbe essere il luogo della concretezza. Dovrebbe essere la sede naturale delle domande semplici: come si pulisce una città? Come si ripara una strada? Come si impedisce a un paese di svuotarsi? Come si trattengono i giovani? Come si rende un Comune meno ostaggio dell’emergenza quotidiana?


E invece, troppo spesso, il dibattito scivola altrove. Si parla di appartenenze, di benedizioni politiche, di equilibri tra gruppi, di “squadre forti”, di “stagioni nuove” annunciate con parole vecchissime. 


I programmi diventano cornici decorative, buoni per i manifesti e per qualche post sui social. La politica, quella vera, si restringe a una gara di presenze: chi sale sul palco, chi sta in prima fila, chi applaude, chi viene fotografato accanto a chi.


Il risultato è una liturgia prevedibile. 

Il candidato ringrazia tutti, saluta le contrade, invoca il popolo, denuncia il passato e promette il futuro. 

Ma il presente, quello sporco e difficile, resta fuori dal discorso. 

Restano fuori le criticità reali , le periferie dimenticate, i bilanci fragili, gli uffici senza personale, le scuole da mettere in sicurezza, i giovani che partono, gli anziani soli, le imprese soffocate dalla burocrazia.


Il “nulla cosmico” non è soltanto mancanza di idee. È una precisa forma di potere.

 Perché quando le parole sono vaghe, nessuno può verificarle. Quando le promesse sono generiche, nessuno può misurarle. Quando tutto è “rilancio”, tutto può essere rinviato. 

E così la campagna elettorale diventa un grande teatro dell’indeterminatezza, dove l’importante non è convincere i cittadini con un progetto, ma rassicurarli con una narrazione.


La Sicilia, però, non ha bisogno di narrazioni consolatorie. Ha bisogno di amministratori capaci di dire anche cose scomode, che non tutto si può fare subito, che i Comuni hanno vincoli reali, che i problemi non si risolvono con uno slogan, che governare significa scegliere.

 E scegliere significa anche scontentare qualcuno, spezzare rendite, rinunciare alla promessa facile.


Un comizio serio, oggi, dovrebbe avere meno aggettivi e più numeri.

 Meno “faremo” e più “entro quando”. 

Meno “la nostra comunità merita” e più “questa è la delibera, questo è il finanziamento, questa è la priorità”. 

Meno retorica dell’amore per il territorio e più conoscenza del territorio.


Perché amare un paese non significa nominarlo venti volte da un palco. 

Significa sapere dove perde l’acquedotto, quali strade franano, quali scuole aspettano interventi, quali famiglie non arrivano a fine mese, quali quartieri non hanno voce. 

Significa trasformare il consenso in responsabilità, non in possesso.


Il cittadino siciliano, spesso descritto con superficialità come rassegnato o clientelare, in realtà conosce benissimo la differenza tra chi parla e chi sa.

 La differenza la sente dal tono di voce, dai dettagli, dalla capacità di rispondere senza rifugiarsi nella nebbia del”faremo”. 

 E forse proprio da qui dovrebbe cominciare una piccola rivoluzione democratica: pretendere comizi meno spettacolari e più utili.


Alla fine, il problema non è che i candidati parlino troppo.

 È che troppo spesso non dicono nulla.

 E in una terra che ha problemi antichi, energie enormi e un bisogno disperato di buona amministrazione, il nulla cosmico non è solo noioso, ma è un lusso che non possiamo più permetterci.

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