CRONACA - SEMISERIA - DELLA PREPARAZIONE DI UNA CENA A BASE DI
INVOLTINI DI LONZA PANATI SU CREMA DI PISELLI
INGREDIENTI X 4 PIATTI
- 12 fette sottili di lonza di maiale
- 12 fettine di caciocavallo
- 12 fettine di prosciutto cotto
- 100 gr di mollica
- 20 gr di pistacchio in granella
- Origano q.b.
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Succo e scorza grattugiata di mezza arancia
- 500 gr di piselli novelli
- Mezzo cipollotto tritato
La preparazione comincia con dodici fettine di lonza, sottili come le promesse fatte a dieta, e la certezza di una cena semplice. È noto che le catastrofi più memorabili inizino così.
Sul tavolo si stende la lonza con la precisione di un geometra catastale. Su ogni fetta si adagiano il caciocavallo e il prosciutto cotto — una combinazione che produce nell'essere umano, anche nel più avvilito, un improvviso senso di fiducia nel futuro. Poi l'origano: va usato con prudenza, perché è un'erba convinta di essere protagonista. Basta una spolverata e prende il controllo aromatico della situazione come uno zio logorroico a Natale.
Si arrotola ogni involtino con la concentrazione di chi sta disinnescando un ordigno. Gli involtini hanno un preciso istinto suicida: si aprono sempre davanti agli ospiti.
Nel frattempo i piselli sobbollono col cipollotto. C'è qualcosa di profondamente rassicurante nei piselli novelli: hanno il colore della speranza e la consistenza della pazienza. Frullati con olio, sale e pepe, diventano una crema quasi aristocratica — benché derivino da piccoli pallini dall'aspetto sospetto.
Il colpo di teatro è la panatura: mollica, pistacchio, scorza d'arancia. Tre ingredienti che sembrano incapaci di convivere nello stesso condominio e che invece creano una fragranza tale da far affacciare i vicini. L'arancia profuma la cucina con tale convinzione da far credere, per qualche minuto, di possedere una casa in costiera.
Gli involtini passano nell'olio, poi nella panatura, poi in forno. Dieci minuti — il tempo esatto in cui un cuoco domestico riesce a sentirsi uno chef stellato e a bruciare almeno uno strofinaccio.
Adagiati sulla crema di piselli, dorati e col cuore filante, rivelano una verità universale: nessuno cucina davvero per fame. Ma per piacere, per sè e per gli ospiti.


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