Quando la dignità sfida la tirannia: Panagulis insegnava che la democrazia si misura nel rispetto dei diritti, non nell’ira dei vincitori. Oggi i garantisti da salotto mostrano il volto della contraddizione.
Alessandro Panagulis, eroe della resistenza greca al regime dei colonnelli - grande amore di Oriana Fallaci, cui lei dedicò lo struggente libro Un Uomo-, visse sulla propria pelle la brutalità dei colonnelli greci: mesi di detenzione preventiva, vesti logore, barba incolta, calzoni che scivolavano ad ogni passo, smagrito fino a sembrare un’ombra di se stesso. E tutto ciò per aver osato pensare alla libertà, per essersi opposto con coraggio a un regime che soffocava la democrazia. Il giorno del processo, mentre la giuria e le telecamere si preparavano a ridicolizzarlo, Panagulis sopportò la denigrazione con dignità, affrontando l’ingiustizia come solo un uomo libero sa fare. Quando le sorti della storia portarono Papadopulos, l’ex dittatore, davanti al medesimo tribunale, Panagulis si prese cura che arrivasse in perfette condizioni, sano, elegante e senza manette. Ai curiosi che ricordavano la sua stessa sofferenza, rispose semplicemente: «Noi non siamo come loro». È questo il vero valore della democrazia: il rispetto della dignità umana anche per chi ci ha oppresso.
Oggi, osservando i “campioni di garantismo” italiani che si stracciano le vesti per la scarcerazione di Jacques Moretti a Crans-Montana, non possiamo non rilevare il contrasto. La legge funziona anche per chi suscita orrore e indignazione; il tribunale svizzero ha applicato misure cautelari rigorose, eppure la furia politica trasforma il diritto in spettacolo, la giustizia in vendetta. Come Panagulis ricordava, la democrazia si misura nel rispetto dei diritti, non nell’ira dei ministri o degli applausi di un bar: ogni uomo è innocente fino a condanna legittima, e ogni indignazione spettacolare è degrado della civiltà giuridica.

Coloro che oggi si indignano, dove erano subito dopo la sciagura? Eppure da subito si è parlato di libertà vigilata o arresti domiciliari, era stata quantificata una certa cifra ma non ho letto alcun articolo. Si sono svegliati a cose fatte? Noi italiani siamo bravi con queste storielle, il loro silenzio sarebbe stato forse apprezzato. Vergogna!
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