OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ
a cura di Roberto Barbera*
Al Nord e in Europa la rotonda è un gesto urbano: qui diventa un test di sopravvivenza quotidiana.
La cura del verde pubblico non è un vezzo da giardinieri domenicali: è un segno di civiltà, un criterio d’accesso ai fondi europei, una scelta di salute urbana e, non ultimo, un arredo che fa scorrere il traffico. Al Nord e in Europa la rotonda è una soluzione gentile: l’erba è tagliata, gli arbusti guidano lo sguardo, l’automobilista rallenta senza accorgersene. Nessuno parcheggia dove non deve, nessuno si sente furbo. La rotonda ordina, educa, pacifica. È un patto tacito tra cittadino e città: io rispetto lo spazio, lo spazio mi restituisce sicurezza. Persino l’estetica aiuta: il verde assorbe rumore, riduce stress, rende leggibile la precedenza. È urbanistica che non alza la voce.
Da noi, a Messina, la rotonda è prova provata di latitudine africana, ma senza l’eleganza del deserto: incuria del verde, parcheggi illegali dentro e fuori, vigili urbani invisibili come l’aria. Viale Europa è un girone dantesco: doppie file che diventano triple all’uscita, davanti all'ufficio postale, con auto in terza fila. Chi riesce a evadere dalla prigionia circolare imbocca via Catania e trova, all’improvviso, veicoli in divieto che occultano pedoni anche sulle strisce. Poi l’inferno prosegue: le bancarelle dell’ex mercato Vascone, piazzate davanti al Gran Camposanto, rendono impraticabile il resto della via. I commercianti non c’entrano: lì li hanno messi. Il vigile, se appare, fischietta e guarda altrove. Chapeau, Sindaco Basile. Dimettersi per tattica è poco; qui servirebbe vergogna amministrativa. Dovrebbe dimettersi perchè in tema di traffico Lei ha fallito. Si deve dimettere perché ha incasinato e messo a repentaglio l'incolumità di tutti: automobilisti, autisti, pedoni, commercianti. E la città, ancora una volta, perde la precedenza.
*Transport Planner
Analista di traffici stradali e di sistemi di trasporto pubblico._

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