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lunedì 5 gennaio 2026

ATM FINALMENTE AL VOLANTE, MA A BASSA VELOCITÀ

 OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ



a cura di Roberto Barbera*



Autobus nuovi, tram rinnovati, parcheggi, piste ciclabili e piani a profusione.

L’ATM assume finalmente 30 autisti, tra annunci solenni e speranze concrete.

Ma per far muovere davvero la città, alla mobilità serve ancora il fattore umano.



Messina è una città sottile come una giustificazione ben scritta: mare da un lato, colline dall’altro, e in mezzo un traffico che non ammette repliche. Quasi 900 veicoli ogni mille abitanti: più che un dato statistico, una scelta identitaria.

L’Amministrazione pianifica molto. Pianifica con metodo, visione e abbondanza: PGTU, PUMS, PSUM. Messina non si muove, ma si progetta. Nel frattempo l’ATM sfoggia autobus nuovi, elettrici, moderni. Un parco mezzi da città europea, se non fosse per quel dettaglio umano che per anni è mancato: chi li guida.


Ora, finalmente, l’annuncio in pompa magna: circa 30 nuovi autisti assunti o in via di assunzione. Un evento degno di celebrazione, dopo stagioni in cui i bus erano più numerosi dei conducenti. È un passo avanti reale, va riconosciuto. Ma resta un passo corto: troppo pochi per sostenere, da soli, la mole di piani, promesse e linee previste sulla carta.

Il Move-Me da 50 euro l’anno è un capolavoro di fiducia pubblica: costa poco, promette molto e insegna l’arte dell’attesa. Ventiduemila abbonati credono nel bus; il bus, ora un po’ meno solo, prova a crederci a sua volta.


Il tram resta l’asse portante: portante di pazienza. Migliora la frequenza, migliora il contorno urbano, migliora il racconto. La città aspetta che ai piani seguano le corse.

Messina non è ferma: è in perenne prova generale. Il rischio, come sempre, è che il pubblico sia pronto prima del servizio. E che il conducente, purtroppo, non basti ancora.



* Transport Planner 

Analista di traffici stradali e di sistemi di trasporto pubblico.

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