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lunedì 19 gennaio 2026

SHEMEKIA COPELAND E IL FANTASMA DELLA CLOTILDA

 

a cura di Michele Lotta

 https://www.michelelotta.com/

Michele Lotta è musicista e musicologo per vocazione, già bancario per necessità. Per oltre trent’anni ha attraversato gli uffici del credito con il corpo, riservando la mente ad altre geografie: l’America profonda, la Louisiana, New Orleans, i quartieri neri dove il dolore storico e l’anelito alla libertà hanno preso forma sonora nel blues. Da quei canti originari nasce il jazz, linguaggio in perenne mutazione, che si ibrida con il country e, in una disarmonia fertile, genera il rock come espressione moderna del conflitto e dell’identità.

Lotta conosce la musica come l’enologo conosce il vino: non per collezione di etichette, ma per educazione dell’ascolto. Nella rubrica Bustina di Euterpe — la Musa della musica — propone eccitanti a bassa intensità: frammenti di storie, uomini e stili della musica che conta. Con una scrittura misurata, lieve e profonda, nutrita di memoria e consapevolezza storica, guida il lettore fuori dai circuiti commerciali verso quelle forme musicali che, nel jazz e nel blues, hanno rappresentato molto più di un genere: un sistema di pensiero, una pratica collettiva, un modo di abitare il tempo.


SHEMEKIA COPELAND E IL FANTASMA DELLA CLOTILDA


Una delle voci di colore più apprezzate del momento è senz'altro quella di Shemekia Copeland, figlia del famoso chitarrista texano Johnny Copeland, scomparso nel 1997. Le  sue doti le hanno fatto guadagnare il Blues Music Award 2020 come migliore cantante contemporanea. Dall'album "Uncivil War"ascoltiamo Il brano dedicato alla vicenda della nave Clotilda, l'ultima imbarcazione utilizzata per il trasporto degli schiavi dall'Africa, data alle fiamme ed affondata nel 1860 dal suo stesso comandante per farne sparire le tracce. La tratta degli schiavi era stata infatti resa illegale sin dal 1807 anche se negli Stati del Sud venivano ancora consentite le aste. Della nave rimase solo quella che si credeva essere una leggenda narrata da chi si trovava a bordo, prima che un grave fenomeno metereologico, a gennaio del 2018, la riportasse alla vista. Accorsa subito sul luogo, la Alabama Historical Commission raccolse gli elementi necessari per il riconoscimento della, fino ad allora, misteriosa Clotilda ufficializzandone così il ritrovamento e la veridicità delle narrazioni sulla stessa.


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