MONDI FRAGILI
a cura di Anna Lombardo
Gli esseri umani non sono "irregolari". Nemmeno i bambini lo sono.
Irregolare può esserlo un documento, una pratica, perfino una circolare scritta male. Ma non un minore. Lo afferma l’articolo 34 della Costituzione, lo ribadisce l’articolo 38 del Testo Unico sull’Immigrazione, e lo confermano da anni le circolari ministeriali: tutti i minori presenti sul territorio nazionale hanno diritto e dovere di frequentare la scuola, a prescindere dalla condizione dei genitori. Le scuole dell’obbligo non compiono un atto di generosità quando iscrivono figli di immigrati irregolari: adempiono a un obbligo di legge. Non controllano permessi né segnalano famiglie. Educano, accolgono, proteggono. In questo quadro, i servizi sociali comunali diventano ponti di fiducia, intercettando minori invisibili tramite reti associative, sanitarie e territoriali, e accompagnandoli verso un’istituzione scolastica che resta zona franca.
Poichè non esistono dati ufficiali che mostrano lacune significative nella copertura vaccinale tra i bambini vulnerabili
è plausibile pensare che una porzione significativa dei minori impropriamente definiti "irregolari" sia priva di vaccinazioni complete e fuori dai percorsi scolastici. Il che evidenzia il deficit di politiche integrate per l’inclusione educativa e sanitaria fin dalla prima infanzia. In ogni Comune dovrebbe essere istituita una commissione permanente formata da assistenti sociali, personale scolastico e rappresentanti del Servizio Sanitario, incaricata di progettare dei piani di intervento destinati ad aprire percorsi di inclusione e innovazione educativa. da presentare alla Unione Europea per reperire finanziamenti ad hoc. Il livello di civiltà di una comunità si misura dai futuri che decide di non lasciare fuori dal cancello della scuola.

Nessun commento:
Posta un commento
Puoi commentate senza volgarità